Reportage

Detriti e rottami al cimitero. Lo “scandalo” di Muggiò

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Viaggio nel degrado – La condizione dei camposanti cittadini è precaria ormai da molto tempo, ma a Camerlata la situazione appare insostenibile
L’assessore: «Interverremo ma le risorse sono poche»

Il rispetto e il dolore per i defunti stride con l’immagine di alcuni cimiteri cittadini. A partire da quello di Muggiò-Camerlata, dove ieri mattina, ricorrenza del 2 Novembre, mentre in tanti rendevano omaggio ai propri cari, attirava l’attenzione una zona del camposanto completamente deserta.
Talmente “abbandonata” da dubitare che lì, in fondo alla parte conclusiva del campo B e a ridosso della scalinata che conduce alla chiesetta, vi fossero tombe e lapidi.
Nessuno si avvicinava

tra i molti intenti a cambiare l’acqua ai fiori o raccolti in una preghiera. E in effetti, guardando più da vicino e senza voler mancare di tatto, sembrava di trovarsi sul set di un film horror. Su un ampio appezzamento di terreno, visibilmente sconnesso, tra cumuli di terra ed erbacce, spuntavano i resti di vecchie tombe. Lapidi storte, marmi rotti e fiori secchi che emergevano dalla terra imbevuta di pioggia.
Osservando con attenzione questo scempio, oltre ai semplici cumuli di terra indicanti la presenza di un defunto, si possono scorgere anche antichi sepolcri. In molti casi sono soltanto banalissime lastre di pietra con nome e data di nascita del defunto. Ma molte di queste lapidi sono franate a terra o inclinate per i più svariati motivi e non permettono di conoscere l’identità del defunto. E così, proprio in mezzo al campo B, capita di intravvedere il nome di una donna nata nel 1877 ma della quale non si conosce la data di morte perché la lapide è stata fagocitata dalle erbacce.
Situazione comune a più tombe. Molte sono completamente distrutte. Così ci si aggira tra lapidi divise in due, marmi scheggiati e sepolcri che per gli assestamenti del terreno e il maltempo sono crepati in più punti. Si tratta, in numerosi casi, di tombe antiche e da esumare.
«A breve si dovrà intervenire in diversi camposanti per le normali e periodiche operazione di esumazione dei defunti. E così accadrà in parte anche a Camerlata», ha affermato nei giorni scorsi Marcello Iantorno, assessore ai Servizi cimiteriali di Como. Anche se l’immagine che si presenta in questo cimitero è assolutamente deprimente.
«È vero: ci sono cimiteri, compreso Camerlata, dove sono necessarie opere di manutenzione. E cercheremo di intervenire quanto prima. Nel caso specifico si tratta di circa 200 tombe da esumare. Ovviamente, si dovrà procedere, dove e se possibile, con le cremazioni di quanti ne hanno fatto richiesta e riorganizzare lo spazio», dice Marcello Iantorno.
Problemi evidenti anche lungo le due scalinate che conducono alla chiesetta.
E anche all’interno della cappella, da tempo chiusa e fortemente degradata, si intravvedono cataste di sedie rotte e sporcizia.
Non stanno meglio le scalinate dove gran parte dei gradini è rotta. Particolare inquietante è che per bloccare le due transenne che delimitano l’accesso alla scala sono stati utilizzati pezzi di lapidi su cui si intravedono i nomi dei defunti. «Purtroppo, i problemi sono molti e non soltanto qui. Di risorse a disposizione ne abbiamo poche. Prossimamente procederemo con alcuni interventi. A Camerlata stiamo anche ipotizzando di riattivare la casetta all’ingresso. Prevediamo di insediare, se fattibile, un custode. Si tratta però di un lavoro che richiederà la presenza di alcuni sponsor. Da soli non possiamo farcela». E per gli altri cimiteri «stiamo anche valutando l’ipotesi di asfaltare i vialetti principali dove c’è il passaggio maggiore. Adesso, infatti, c’è soltanto ghiaia», aggiunge Marcello Iantorno.
Ieri comunque, giornata dei defunti, in tutti i cimiteri cittadini si è registrata una grande affluenza e nessun problema.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
L’immagine del campo B del cimitero di Muggiò-Camerlata non ha bisogno di ulteriori commenti
3 Novembre 2013

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