“Dialoghi di scultura” alla Gipsoteca Giudici di Lugano

Eva Antonini, scultura Dolore Silenzioso, bronzo

Sabato 19 settembre alle ore 17 si inaugura alla Gipsoteca Gianluigi Giudici, in Riva Caccia 1 a Lugano, la terza mostra del ciclo Dialoghi di scultura, che resterà aperta fino al 14 novembre, da mercoledì a sabato dalle 14 alle 18. Il riferimento alla scultura è d’obbligo in un museo che raccoglie opere soprattutto in gesso, ma anche in bronzo, di uno scultore – il lariano Gianluigi Giudici (1927-2012) – le cui opere sono presenti in spazi sia pubblici che privati del Canton Ticino oltre che in Lombardia e in altre località italiane e svizzere. In questi dialoghi vengono messe in relazione le opere di artisti ticinesi che operano con modalità, materiali e tecniche molto diverse e quindi meritano particolare attenzione. A ciascuno di essi inoltre è richiesto di individuare nell’ambito della Gipsoteca un’opera di Giudici con cui far dialogare un’opera loro.

In questa rassegna a cura del critico comasco Luigi Cavadini figurano opere di Eva Antonini, artista originaria di Rapperswil, Canton San Gallo, che vive in Ticino dal 1985 e che è presente sulla scena artistica europea (mostre in Svizzera, Italia, Francia) dal 2003; Lorenzo Cambin, luganese con una formazione prima al CSIA poi a Urbini e quindi all’Accademia di belle arti di Brera a Milano. Espone dalla fine degli anni Ottanta e ha nel curriculum una lunga serie di personali in Svizzera e Spagna; Antonio Tabet, grafico di formazione, con l’esperienza trentennale di direttore artistico della Banca del Gottardo, ha sempre condotto una propria ricerca artistica di cui si propongono le singolari opere recenti a tre dimensioni.

Di Antonini sono proposte sculture in terracotta che si muovono attorno alla figura umana rappresentata a tutto tondo o per frammenti, di Cambin opere-installazioni in cui la composizione di forme leggere che mimano la natura diventa pretesto per l’indagine dello spazio, di Tabet le “costruzioni” eseguite tramite una operazione mentale di scomposizione e quella pratica di ricostruzione ad incastri di forme a produrre opere dagli interessanti effetti dinamici.

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