Dicerie e pettegolezzi, un pericolo per la comunità

Vorrei parlare di un “male endemico” che attanaglia la nostra comunità canturina e non solo. Il male più dissacrante, più disgregante, infimo, che attanaglia le nostre comunità di provincia, è sicuramente per tanti versi la diceria.
La diceria – quella voce – si trasmette o si diffonde all’interno della società un po’ come un virus, di cui tutti siamo portatori sani. Molto spesso le dicerie sono “leggende”, cose stranissime che capitano a persone sconosciute, a un amico di un amico, al vicino mal sopportato, alle persone invidiate, anche alle più deboli.
La lingua lunga del paese – la malalingua – è quella macchietta che sa sempre tutto di tutti, sempre ben informata sugli affari altrui con primizie di particolari e di retroscena. La pettegola – il pettegolo – in ogni paesino che si rispetti è istituzionalmente riconosciuta dalla comunità come la “voce” del popolo, alla quale spesso rallegra il tempo trascorso insieme, se non tutta la giornata, con i suoi prolissi racconti.
L’arma letale in suo possesso è la diceria, anche la più ignobile.
Le dicerie, non tutte, sono inventate di sana pianta e anche se buona parte di esse lo sono, vengono anche da piccoli fatti della quotidianità, ai quali viene aggiunto un bel pezzo di cattiverie, sapientemente confezionate da un comportamento borioso o rassicurante capace di confondere anche le persone più miti di carattere.
La cosa che più sorprende è la riduzione del comune senso critico dopo aver sentito certe storie strampalate e, soprattutto, la nostra disponibilità inconscia a continuare a trasmettere agli altri cose sentite, a cui magari non crediamo o crediamo solo a metà, senza far nulla per opporci.
Le dicerie, nella maggior parte dei casi, sono innocue, ma vi sono situazioni in cui possono diventare davvero pericolose, stroncare la vita e le relazioni sociali di una persona, isolarla e portarla perfino alla depressione.
Facciamo attenzione, dunque, a non farci intrappolare nella rete delle “dicerie organizzate”, al pettegolezzo, a un conversare futile e distensivo, che però, anch’esso, non manca di produrre i suoi effetti deleteri. Il pettegolezzo infatti è una “verità” non verificabile, nascosto dai falsi pudori di tanti complici che ne divulgano il suo dire, che riguarda qualcuno non perfettamente inserito nella società o nel proprio gruppo, oppure una persona di potere, temuta, che viene così “smontata”.
Renato Meroni

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