Dichiarazione Iva presto obbligatoria in Ticino anche per i “padroncini”

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Voto unanime delle due Camere federali

Cattive notizie per i titolari di piccole imprese impegnati in lavori oltrefrontiera. Dopo il Consiglio nazionale, anche il Senato di Berna ha approvato una mozione presentata da un parlamentare ticinese – il liberale radicale Ignazio Cassis – con cui si cambiano le regole relative alla dichiarazione Iva dei cosiddetti “padroncini”. Il meccanismo legislativo è un po’ complesso e non incide in modo diretto sul lavoro degli artigiani italiani chiamati a operare al di là della dogana.
In sostanza, nella mozione si chiede

che il Fisco svizzero possa ricevere le notifiche di lavoro che gli artigiani esteri sono obbligati a compilare. In questo modo, lo stesso Fisco potrà avvisare i clienti per iscritto sul diritto al rimborso dell’Iva (ma soltanto per un fatturato superiore ai 100mila franchi). Il valore del documento approvato da entrambi i rami del Parlamento elvetico è tuttavia politico.
Il ministro dell’Economia di Berna e consigliere nazionale, Eveline Widmer-Schlumpf, ha infatti riconosciuto che «la situazione è problematica» e ha anche «preso atto della volontà del Parlamento di voler intervenire in questo ambito». L’esponente del governo svizzero ha quindi promesso «di voler trovare una soluzione per correggere il problema».
In generale, le forze politiche ticinesi si sono dette soddisfatte della decisione assunta con voto unanime dalle due Camere federali.

Nella foto:
Potrebbero cambiare molto presto le regole sulla dichiarazione Iva degli artigiani italiani che vanno a lavorare in Canton Ticino

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