Dieci anni con i defibrillatori. I 5mila pazienti di Comocuore

L’anniversario
Almeno 200 vite salvate e oltre 250 defibrillatori donati e messi a disposizione dei cittadini lariani. Comocuore ha celebrato ieri a Villa Erba i dieci anni della Operazione Salvagente, nata per permettere lo sviluppo della defibrillazione precoce, indispensabile in caso di arresto cardiaco. In 10 anni, sono stati circa 5mila i pazienti trattati. «In caso di arresto cardiaco – dice Giovanni Ferrari, presidente di Comocuore – per ogni minuto di ritardo della defibrillazione si riduce del
10% la possibilità di salvare il malato. Questo dato è sufficiente a far capire come sia fondamentale attivare l’intervento il più precocemente possibile. Per questo è necessario aumentare il numero di defibrillatori presenti sul territorio e di persone in grado di usarli e di fare il massaggio cardiaco».
Da 3 anni, il progetto si è allargato da Como all’intera Lombardia. «Grazie alla collaborazione della banca Intesa San Paolo – conferma Ferrari – raccogliamo fondi per l’acquisto di defibrillatori consegnati poi all’Agenzia Regionale di Emergenza e Urgenza (Areu)».
A Villa Erba ieri sono intervenuti il direttore di Areu, Alberto Zoli, il responsabile del 118 di Como, Mario Landriscina e il presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti. Quest’ultimo ha ribadito l’importanza del legame con il territorio per favorire la partecipazione dei cittadini ai progetti. Il direttore della cattedra di Cardiologia dell’Università di Pavia, Peter Schwartz, ha concluso l’evento con la lettura magistrale: “La morte improvvisa nel bambino e nel giovane: tragedie evitabili”.
Anna Campaniello

Nella foto:
Comocuore ha festeggiato ieri 10 anni della “Operazione Salvagente” (Fkd)

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