DIECI ANNI FA L’ADDIO AD ANTONIO RATTI

Il ricordo di Gaetano Afeltra
Il 13 febbraio 2002 si spegneva Antonio Ratti. Nel decennale della morte del grande imprenditore serico, ripubblichiamo il ricordo che tracciò di lui per il “Corriere di Como” il giornalista e scrittore Gaetano Afeltra, scomparso nel 2005, e che fu con Ratti consigliere di amministrazione del “Corriere della Sera”.
Fra i suoi astri sorgenti, Como ha avuto Antonio Ratti, l’industriale della seta recentemente scomparso.
Nel 1921, quando aveva appena sedici anni, mise a frutto il suo diploma in disegno e tessitura cominciando a lavorare come apprendista disegnatore. Alla morte del padre, custode in una seteria, ereditò un lascito di diecimila lire. Con quella piccola somma, il 25 aprile 1945, data che ne presagiva un destino di grandezza, Ratti teneva a battesimo l’attività che avrebbe contribuito a dare lustro alla città di Como nel mondo: nasceva la Tessitura Serica Antonio Ratti, azienda commerciale intorno alla quale sarebbero fiorite le iniziative future.
Il passaggio più importante avvenne nel 1958, quando nel nuovo stabilimento di Guanzate si impiantarono le attività di fotoincisione, tintura, stampa e finissaggio, in altre parole le fasi conclusive del ciclo di produzione di quei prodotti italiani di qualità che il mondo ci invidia: morbide, fruscianti, preziose sete.
Alla fine degli anni Ottanta, la Ratti contava oltre 1.200 dipendenti: «La mia orchestra», la chiamava lui con orgoglio. Ma per Antonio Ratti, che l’amore per l’arte l’aveva nell’anima, limitarsi a produrre manufatti tessili sia pure di altissima qualità non poteva essere sufficiente.
Mecenate dei tempi moderni, trent’anni fa apriva il suo stabilimento a spettacoli teatrali e musicali: nacquero così gli “Incontri Ratti”, momenti culturali di grande rilievo nazionale e internazionale.
Consigliere d’amministrazione di Mediobanca e di Rcs-Corriere della Sera, nel 1995 ottenne quello che forse fu il più gradito fra i tanti riconoscimenti fino ad allora tributatigli: il Metropolitan Museum of Modern Art di New York, la massima istituzione artistica mondiale, lo nominava membro onorario, dedicandogli una sezione speciale di storia dell’industria tessile, l’“Antonio Ratti Textile Center”.
Con la sua ricchissima collezione di tessuti storici, nel 1985 aprì a Como il museo tessile della Fondazione che porta il suo nome: reperti tessili dell’antico Egitto, broccati e velluti rinascimentali, moderni e contemporanei provenienti da tutto il mondo, lussuosi scialli di cachemire e stoffe trapunte in oro e argento, in tutto circa 400.000 pezzi messi gratuitamente in mostra in un percorso espositivo che si avvale delle più sofisticate tecnologie informatiche.

Nella foto:
Antonio Ratti

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