Dieci cani avvelenati nel 2014. L’Asl: «Fenomeno preoccupante» Nel 2015 già un nuovo caso

cani

Dieci casi accertati lo scorso anno e un nuovo allarme pochi giorni fa. Cresce sul Lario la preoccupazione per gli episodi di avvelenamento di cani e gatti, colpiti con bocconi di cibo contaminati da sostanze tossiche. «Purtroppo questi fatti ingiustificabili stanno diventando frequenti e spesso le esche vengono messe anche in zone abitate, con rischi per la sicurezza di tutti», avverte Giulio Gridavilla, direttore del dipartimento veterinario dell’Asl di Como. L’ultimo episodio risale alla scorsa settimana quando all’Asl è arrivata la segnalazione di un cane avvelenato a Fenegrò.
I casi accertati registrati dall’Asl di Como nel 2014 sono addirittura dieci. Gli episodi si sono verificati a Carate Urio, Uggiate Trevano, Cavallasca, Inverigo, Tremezzina, Pianello del Lario, Colverde, Grandate e Senna Comasco. Tra gli animali avvelenati cani e gatti, ai quali si aggiunge pure una volpe.
In base alle normative attuali, in caso di segnalazioni di sospetti avvelenamenti di animali, l’esca o la carcassa della bestiola devono essere necessariamente consegnate all’Asl di competenza.
L’azienda sanitaria procede poi a inviare i campioni all’istituto di zooprofilassi di riferimento – a Binago, per l’Asl di Como – per le necessarie analisi. In caso di esito positivo, il servizio veterinario invia la documentazione alla Procura competente e al sindaco del comune interessato. «I bocconi avvelenati vengono lasciati sempre più spesso vicino alle case o nelle zone in cui vengono portati a passeggio i cani – dice Gridavilla – Questo può diventare un problema di sicurezza pubblica, oltre che un gesto riprovevole nei confronti degli animali».
Le esche avvelenate vengono confezionate con sostanze tossiche diverse.
Maggiori particolari sul “Corriere di Como” in edicola martedì 3 marzo con il “Corriere della Sera”

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