Cronaca

DIECI LUOGHI IN CERCA DI AUTORE

altSTRUTTURE DA RESTITUIRE ALLA VITA DELLA CITTÀ

(m.d.) Dieci luoghi in cerca di autore è il tema che abbiamo scelto per questo nuovo numero speciale del nostro giornale, prendendo spunto dai sei personaggi che danno il titolo a una delle opere più celebri di Luigi Pirandello.
Sono una decina di punti della città – piazze, edifici ma anche vecchie torri medievali – che giacciono da anni, spesso da decenni se non addirittura da secoli, senza una precisa identità, senza una funzione nè un ruolo, quasi sempre senza neppure uno straccio di

idea su che cosa farne e su come trasformarli per toglierli dall’immobilismo in cui sono sprofondati e restituirli alla vita della città.
Eppure sono spazi spesso imponenti, nel cuore del capoluogo, tutti (o quasi) di proprietà pubblica. Sono tutti scatoloni vuoti, edifici in disuso da lungo tempo, come per esempio l’ex carcere di San Donnino o la Santarella, la centrale termica della ex tintostamperia Ticosa. Oppure spiazzi insignificanti, spianate senza arte nè parte.
Basti pensare a piazza Cavour, che da tempo non è nulla. Non è un punto di osservazione del lago, dove concedere a comaschi e turisti la possibilità di sostare e osservare il panorama che si apre davanti ai loro occhi. Non è nemmeno un luogo di aggregazione: in un caso e nell’altro mancano gli spazi per sedersi, c’è soltanto una manciata di panchine buttate lì così, tanto per metterle. Non è neanche un’area destinata a spettacoli, eventi o manifestazioni, perché non ha neppure la minima parvenza di uno spazio pensato per essere un piccolo (o grande) anfiteatro proteso sul Lario. Insomma, non è nulla, men che meno può contare su un arredo urbano decente, un segno architettonico, fatto di forme piuttosto che di materiali o di colori, degno di quella che dovrebbe essere la piazza principale della città.
Certo, per far camminare le idee occorrono i soldi, e i finanziamenti sono proprio quello che di questi tempi mancano. Ne siamo consapevoli. Il nostro, dunque, è un esercizio fine a se stesso. O forse no, se riuscirà a innescare una riflessione sul futuro di questi luoghi. In attesa di tempi migliori.

9 Novembre 2013

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