Il diesse del Como Nello De Nicola: «È assurdo che sia finito tutto così»

La presentazione di Nello De Nicola e Mark Iuliano

Nello De Nicola credeva di averle viste tutte, nella sua lunga esperienza nel mondo del calcio. Giovane tifoso partenopeo, quindi strettissimo collaboratore di Luciano Moggi, con la responsabilità del settore giovanile della Juventus. E poi direttore sportivo del Racing Club Roma e, dalla scorsa primavera, diesse del nuovo Como.

«Gianluca Savoini mi ha detto che lunedì ci sarà una conferenza stampa con il nuovo procuratore, Oliver Amela – spiega De Nicola – Perdonatemi ma io non ci sarò, non me la sento. Sono arrabbiato. Mi sembra tutto così assurdo, non riesco a trovare una logica e una ragione». Poi una riflessione sul nuovo dirigente. «Il signor Amela è convinto di avere ancora una settimana di tempo, una proroga, ma evidentemente non è pratico del mondo del calcio. Le regole vanno rispettate. Io sto dalla parte delle regole».

De Nicola aveva visto nel Como la piazza ideale per fare bene. «Ho accettato con entusiasmo, nonostante due altre chiamate di buon livello – spiega – Ero felice. Ricordo quando venivo al Sinigaglia da tifoso avversario, quanta passione ci fosse sugli spalti. Ora mi sembra incredibile essere fuori dai giochi». Ma Federcalcio o Lega non hanno ancora comunicato l’esclusione ufficiale. «Non abbiamo il titolo sportivo. Punto. Non c’è nulla a cui appellarci – dice il diesse – Eppure avevamo una bella squadra, con dei ragazzi nell’orbita di società di serie A e B. Sono gli stessi ragazzi che adesso mi chiamano in continuazione a chiedermi cosa fare. Mi sento responsabile».

Ma quando ha smesso di sperare nel campionato? «Le procedure sono semplici. A inizio giugno io e l’avvocato Casimiri siamo andati in Federcalcio. Non potendo avere subito la fidejussione, ci siamo impegnati a pagare i tre mesi di stipendi senza fidejussione, ma entro il 25 giugno. La Figc ha accettato. Poi il 25 è passato, è passato pure il 30 giugno e il pagamento non è mai arrivato. La federazione è obbligata a estromettere il Como. Per rispetto delle altre società che sono invece in regola. L’Italia non è il Paese del Bengodi».

Akosua Puni Essien

Ha sentito nelle ultime ore la signora Essien? «No. Io poi non conosco la lingua inglese, ci siamo sempre parlati attraverso un interprete». E il procuratore generale? «Neppure. E mi pare che al momento si sia espresso su cose che non conosce. Però, mi faccia un piacere. Scriva che mi spiace davvero per i comaschi, per i tifosi e per quello splendido stadio». De Nicola fa una breve pausa e sospira. «E mi spiace per i ragazzi che avrebbero giocato onorando la maglia del Como – aggiunge – Avremmo giocato un bel campionato. La gente si sarebbe divertita, glielo assicuro. Forse non era una squadra già pronta al salto di categoria, ma sentirete parlare di questi ragazzi. A qualcuno di loro non so più cosa dire. Fino all’ultimo avevo chiesto di aspettare, ma è stato tutto inutile. Quando era finalmente spuntato il sole abbiamo visto il buio», chiude – quasi commosso – Nello De Nicola.

I responsabili del vivaio: “Pronti a ricominciare con entusiasmo e amore per la bandiera del Como”

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