Diffamazione su “Il Comasco”: condannati direttore e giornalista

Il tribunale di Como

«Affermazioni diffamatorie» in cui si lasciavano intendere «comportamenti illeciti» e «deontologicamente scorretti» che invece non ci furono. Con l’accusa di diffamazione a mezzo stampa, il direttore responsabile del mensile “Il Comasco”, Efrem Bordessa (43 anni, residente a Coldrerio, in Canton Ticino) e il giornalista Paolo Molteni, 60 anni, sono stati condannati dal Tribunale di Como a una pena rispettivamente di 4 mesi (per Bordessa, senza sospensione della pena) e 6 mesi (con la sospensione condizionale). Il giudice monocratico ha anche disposto un risarcimento del danno di 5.000 euro per la parte lesa (rappresentata in aula dall’avvocato Chiara Caterina Bosa). I fatti per cui si è finiti a processo fanno riferimento a un articolo datato dicembre 2009. In quel pezzo dal titolo “Se la Provincia diventa comunale”, si lasciavano intendere presunti accordi (definiti “inciuci”) tra il quotidiano “La Provincia” e il comune di Erba per l’incarico di addetto stampa affidato a un giornalista che era stato in passato corrispondente. Sottintesi – evidentemente destituiti di ogni fondamento – che furono poi la base per una denuncia querela.
La vicenda, che proseguiva da mesi (il fascicolo in origine era stato aperto in Veneto, dove “Il Comasco” veniva stampato) è poi approdata a Como fino alla sentenza letta ieri in aula.
«Faremo ricorso e il processo si prescriverà – dice l’avvocato della difesa Simone Gatto – Non ci fu alcuna diffamazione. L’articolo era contro il Comune e non contro il giornalista. Dispiace però che a fronte di una richiesta di archiviazione del pm quando il processo giunse a Como, il giudice abbia invece deciso per la condanna».

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