Digitale terrestre, caos per lo “switch off” al Sud. Le Tv locali pronte alla battaglia con il ministero

Presa di posizione del presidente di Frt
Digitale terrestre, le Tv locali scendono in campo per protestare sui criteri dell’imminente “switch off” nel Sud del Paese, che porterà anche il resto dello Stivale dalla tecnologia analogica a quella digitale. Si chiede chiarezza, in particolare, sulle modalità di assegnazione delle frequenze.
«Le passeggiate sono finite», sottolinea in una nota il presidente dell’Associazione Tv Locali della Frt, l’imprenditore comasco Maurizio Giunco, che si è espresso a riguardo della controversa questione della destinazione dei canali intervenendo alla riunione della Task Force tenutasi al ministero dello Sviluppo economico (guidato da un altro comasco, Corrado Passera). «Il Ministero deve dirci a chiare lettere, prima dell’avvio dei prossimi switch off, qual è la posizione che l’Italia intende portare avanti in occasione della prossima riunione dei lavori preparatori della Conferenza di Ginevra relativamente alla destinazione dei canali della banda 700 Mhz», ha detto Maurizio Giunco. La situazione è grave, e le Tv locali non intendono stare a guardare in silenzio: «Quello che è successo esattamente non più tardi di un anno addietro con la digitalizzazione del Nord Italia con l’assegnazione – e il successivo esproprio – alle tv locali dei canali 61-69 non si ripeterà», ha rimarcato. «È impensabile infatti chiedere agli imprenditori televisivi locali di sostenere significativi investimenti per il passaggio al digitale terrestre senza dare garanzie in merito alla definitiva assegnazione delle frequenze». Da qui, la decisione di prendere una posizione netta: «In assenza di precisi impegni dello Stato, le emittenti locali operanti nelle aree interessate dai prossimi switch off non procederanno allo spegnimento degli impianti».
Sul tema, dopo questa duro comunicato, il ministero ha deciso di aprire un tavolo di confronto lunedì prossimo.

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