Cronaca

Dipendenti comunali: Como-Avellino finisce 3 a 47

altTasse e politica
Intanto alcuni sindaci chiedono la cancellazione definitiva del patto di stabilità

Il calendario degli appuntamenti, con ben 22 tappe in 30 giorni, assomiglia a una tournée degna di una rock band.
Ma in questo caso si tratta delle serate organizzate in diversi paesi da Rompiamo il Patto, l’iniziativa di alcuni sindaci che, senza guardare la colorazione politica, hanno deciso di chiedere a Roma la cancellazione definitiva del patto di stabilità, consentendo così a ciascun ente di utilizzare a vantaggio dei propri abitanti i soldi accantonati.
Ieri sera l’appuntamento

era a Pusiano. E soltanto pochi numeri, illustrati ai cittadini, sono serviti a inquadrare la situazione.
Il Comune di Pusiano ha 3 dipendenti e 1.334 abitanti. «Mentre il Comune di Quindici (Avellino) ne ha 47 e 1.783 abitanti. Ovvero 26,36 dipendenti ogni mille abitanti. In Lombardia, in media, i dipendenti comunali sono 6,27 ogni mille abitanti, in Calabria sono 8,25 e in Sicilia addirittura 10,95», dice Alessio Colzani, coordinatore dei Giovani Padani di Como e assessore ai Rapporti con gli enti sovraccomunali del Comune di Pusiano.
Ma non sono i soli “particolari”. «I cittadini di Pusiano hanno versato allo Stato nel 2012 170mila euro di Irpef, oltre ai 99mila euro che finiscono nel “Fondo di solidarietà nazionale”. Soltanto 57mila di questi 269mila euro sono tornati sul territorio. Per il 2013 non sappiamo ancora quanto ci verrà restituito. E nelle casse del Comune ci sono 59mila euro che non si possono spendere per colpa, appunto, del patto di stabilità».
Soldi utilizzando i quali non si sarebbe dovuto rinunciare al finanziamento per i nuovi spogliatoi, oppure «si sarebbe potuto realizzare il marciapiede verso Cesana. Adesso basta: è ora di reagire», è l’invocazione di Colzani ma anche di un vasto elenco di sindaci, circa 300 in Lombardia. A sostenere la campagna anche Matteo Salvini, segretario lombardo della Lega Nord.
Salvini è ben conosciuto proprio a Quindici. Ieri mattina, mentre il primo cittadino Liberato Santaniello era impegnato in giunta, dalla segreteria, in attesa di poter parlare direttamente con il sindaco, è giunto l’invito indirizzato al segretario della Lega a trascorrere una settimana a Quindici per rendersi conto di che cosa significhi amministrare un Comune in provincia di Avellino.
Tornando all’iniziativa anti-patto, la gran parte dei Comuni “virtuosi” dispone di risorse considerevoli ma inutilizzabili. Fondi con i quali si potrebbero avviare (e terminare) moltissime opere di pubblica utilità. Iniziali motori dell’iniziativa sono il sindaco di Varese e presidente dell’Anci Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Chiuduno, Stefano Locatelli, il sindaco di Merate, Andrea Robbiani e il sindaco di Misano Gera d’Adda, Daisy Pirovano. Il piano si articola in due fasi. La prima consiste nella convocazione di un’assemblea cittadina urgente, per spiegare ai cittadini che cosa sia il patto di stabilità, i danni che ha creato e, più in generale, per illustrare la situazione economica delle singole realtà. La seconda riguarda la presentazione, nel primo consiglio comunale utile, di un documento condiviso per chiedere a Roma di eliminare per sempre il patto.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Da Pusiano è partita la carovana dell’iniziativa istituzionale che chiede l’abolizione definitiva del patto di stabilità, il vincolo che impedisce ai Comuni virtuosi di usare fondi a bilancio
8 Novembre 2013

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