Il direttore di “Domus”: Cesare Cattaneo genio da riscoprire

Visita comasca per il professor Nicola Di Battista, dal 2013 direttore della prestigiosa rivista di architettura e design “Domus”  fondata nel 1928 da Gio Ponti e dal barnabita Giovanni Semeria, che l’hanno scorso ha varcato il traguardo dei mille numeri e che ebbe tra i suoi condirettori (1941-42) anche lo scrittore comasco Massimo Bontempelli. Ammirato dalle opere in mostra allo Spazio Officina di via Dante a Chiasso nell’ambito della retrospettiva che celebra mezzo secolo di grafica del maestro della Transavanguardia Enzo Cucchi, Di Battista ha voluto visitare di persona l’atelier comasco Lithos di Alfredo Taroni (autore della foto del direttore postata su Facebook) dove sono nate le 20 incisioni della cartella “Documenti” realizzata da Cucchi espressamente per l’evento ticinese che proseguirà fino al 23 luglio prossimo. “Enzo Cucchi è un maestro nel segno – dice Di Battista – proprio nel senso che è uno di quegli artisti autentici che sanno ‘segnare’ autorevolmente, attraverso l’arte del disegno. Ed è anche un artista molto generoso. Ricordo che a Zurigo a metà anni Ottanta fu lui a disegnare il menabò della prestigiosa rivista ‘Parkett’ diretta da Bice Curiger e Jacqueline Burkhardt. Le due, allora molto giovani, si erano presentate chiedendo una mano per la rivista e lui seduta stante la disegnò per intero”. Ricordiamo che oggi per un artista, avere una copertina su «Parkett», che ha superato i cento numeri, è un onore. “Enzo Cucchi – ha proseguito Di Battista durante la visita nell’atelier Lithos di via Venturino a Como, che a novembre festeggerà il decennale come associazione e dove è stata realizzata anche la grande litografia-serigrafia  di Cucchi ed Ettore Sottsass intitolata + O – a quattro mani esposta nella mostra di Chiasso – ha anche una competenza fenomenale nel campo dell’architettura, pur essendo un artista. Ci sono molte definizioni interessanti dell’architettura. Famosa è ad esempio quella di Le Corbusier: ‘Architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce’. Che ci aiuta però più che altro a illuminare l’opera dello stesso Corbu. Cucchi però a mio parere,  mi ha scritto la definizione più profonda e più vera, in un’epoca in cui l’architetto deve domandarsi anzitutto cosa significa abitare e che legame ha l’uomo con i luoghi: ‘L’architettura deve farci orientare, ci deve calmare e deve limitare i nostri spaventi’”. Spazio anche ai ricordi personali, nella visita comasca del direttore Di Battista, che su “Domus” di luglio-agosto ha tessuto elogi alla mostra di Chiasso e nel numero del prossimo di settembre parteciperà alle iniziative per celebrare il centenario della nascita di Ettore Sottsass, grande amico di Cucchi e anche dell’atelier Lithos per il quale ha realizzato opere grafiche importanti. “Da bambino ero sempre ospite dei miei parenti sul lago – ha ricordato Di Battista che è di radici abruzzesi – rammento l’incantevole visione delle ortensie a Moltrasio, il sapore delle caramelle che compravamo a Chiasso, e l’immagine della fontana razionalista con cerchi e sfere di piazza Camerlata. Fin da bambino ho ammirato l’architetto comasco Cesare Cattaneo (che ne è l’autore con Mario Radice, ndr), è un genio, un maestro da rivalutare”.

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Lorenzo Morandotti

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