Dirigenti comunali assunti per lavorare. E quindi premiati

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Le assurdità della burocrazia
Incentivi per 77mila euro a Lorini, Cosenza e staff. Il merito? Fare ciò che prevede il contratto

La legge è uguale per tutti. Ma per i dirigenti pubblici – e, nel caso specifico, di Palazzo Cernezzi – un pochino di più. Lo si evince da due episodi recentissimi, che – pur se inattaccabili sul fronte della legittimità – sembrano evidenziare un meccanismo distorto in tema di retribuzione e premi nella macchina amministrativa.
Prendiamo il caso del dirigente del settore Mobilità, Pierantonio Lorini. Come si intuisce dall’indicazione stessa (e come è scritto sul sito del Comune), l’ufficio

del quale è a capo deve curare «la progettazione della mobilità comunale», deve gestire «il piano del traffico», svolgere «attività di progettazione e direzione di lavori inerenti la mobilità urbana», e soprattutto – venendo al caso nostro – definire e gestire «i provvedimenti per la disciplina delle soste». Insomma, un bel gruzzolo di competenze, che, peraltro, giustificano i 94mila euro annui al lordo delle ritenute percepiti nel 2013 da Lorini. In quella somma, rientrano anche premi e incentivi, ma è proprio su quest’ultima voce che qualcosa sembra non quadrare. Pochi giorni fa, infatti, per un atto che appare perfettamente incluso nelle mansioni da contratto del dirigente – ossia la redazione del nuovo piano della sosta – lo stesso Lorini, con i collaboratori Claudio Cerra e Marco Knopfel – ha ottenuto dall’amministrazione 7.500 euro di “incentivo”. Il merito? Come prevede la legge – quindi in modo del tutto legittimo – la cifra è stata elargita perché, facendo ciò per cui sono assunti, Lorini e i suoi collaboratori hanno evitato al Comune di ricorrere a un professionista esterno, che – secondo calcoli previsti dal quadro legislativo nazionale – sarebbe costato il 70% in più.
Ricapitolando: il Comune assume un dirigente e due collaboratori per redigere il piano della sosta. Poi – con un puro esercizio intellettivo – la stessa amministrazione ipotizza che ricorrere a un progettista esterno sarebbe costato molto di più. Quindi, tutta contenta, sempre la stessa amministrazione incentiva i suoi tre uomini con un bonus di 7.500 euro lordi. Una gratifica per il solo fatto di esistere, in pratica.
Non basta? Passiamo all’Ufficio Urbanistica (ma il caso potrebbe valere per ogni settore comunale, ndr). In questo caso, i beneficiati sono il dirigente Giuseppe Cosenza e lo staff che lo assisterà nella progettazione della variante al Pgt (documento da modificare sebbene appena approvato). Il meccanismo è identico: il dirigente e i funzionari vengono assunti per le progettazioni urbanistiche. Ma al Comune di Como (come in molte altre amministrazioni) piace sognare e ipotizzare quanto si sarebbe speso incaricando un team esterno. Poi, Palazzo Cernezzi fa il conto (sempre ipotetico): 230mila euro. E, a questo punto, ecco che, sempre “per il solo fatto di esistere”, a Cosenza e ai collaboratori vengono assegna incentivi pari al 30% della parcella virtuale. Ovvero 70mila euro. Che in parte, almeno per il dirigente, si aggiungeranno ai 100mila euro lordi già percepiti annualmente.
Parafrasando Totò, viene da dire che «signori si nasce». A Palazzo Cernezzi (grazie a leggi nazionali assurde) si diventa.

Emanuele Caso

Nella foto:
I cervellotici meccanismi che regolano l’elargizione di bonus e incentivi ai dirigenti di Palazzo Cernezzi sono frutto di una legislazione centrale ben poco comprensibile

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