Dirigenti scolastici preoccupati per la mancanza di spazi adeguati

Liceo Giovio

Gli spazi rappresentano il vero cruccio per molti dei presidi che vedono avvicinarsi rapidamente, e non senza incertezze, il 26 aprile e dunque la riapertura delle classi a tutti gli alunni. Perché in diversi istituti non si potranno infatti garantire le distanze richieste dai protocolli sanitari per agire in sicurezza. Uno di questi casi è quello del liceo Alessandro Volta di Como. «Le nostre valutazioni, effettuate dal personale sanitario, certificano come in istituto non ci sia lo spazio sufficiente per un rientro dei ragazzi al 100%. Sono i numeri a dirlo – precisa il preside del liceo scientifico e classico “Volta”, Angelo Valtorta – E anche se il Ministero dovesse ribadire la presenza al 100% con assoluta certezza – nelle linee guida che tutti noi stiamo attendendo di vedere – io personalmente non potrei metterla in pratica. Posso garantire la sicurezza per il 50% dei ragazzi. Se a maggio invece l’indice Rt dovesse scendere ancora allora aprirò di più. Anche se, vista la conformazione della scuola, non arriveremo mai al 100%». Un altro è poi il punto che fa riflettere. «Mancano solo sei settimane di scuola, non capisco perché non si è potuto attendere l’anno prossimo», chiude Valtorta.
Concetti ribaditi con fermezza anche da Nicola D’Antonio, dirigente del liceo “Paolo Giovio” di Como, nella foto. «Siamo in ritardo con i vaccini e con il tracciamento degli studenti – interviene D’Antonio – Elementi che devono sempre essere considerati con la massima attenzione. E visto inoltre che non tutti gli istituti superiori hanno spazi adeguati a disposizione, diventerà veramente molto complesso conciliare le esigenze di sicurezza e le direttive del governo. Ci troveremo davanti a una vera e propria incapacità materiale nel dar corso alle indicazioni, salvo derogare alla sicurezza. È dunque fondamentale riuscire a chiarire rapidamente i tanti dubbi inerenti la ripartenza».

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