Disastro simulato, soccorsi immediati ok

Prove di emergenza alla caserma “De Cristoforis”
Oltre 60 ragazzi coinvolti in un’esercitazione di protezione civile
Il soffitto della palestra di una scuola che crolla all’improvviso, 60 ragazzini da portare in salvo, decine di genitori – ovviamente in preda a un comprensibile panico – da rassicurare.
L’emergenza, fortunatamente, è soltanto simulata. La macchina dei soccorsi, però, si mette in moto esattamente come se le ferite e i traumi dei bambini fossero reali e non il frutto del lavoro di abili truccatori.
La maxi-emergenza va in scena alla caserma De Cristoforis. Al lavoro, per muovere la macchina
dei soccorsi, ci sono 56 pediatri, infermieri e specializzandi, tutti allievi del primo corso promosso dal nucleo operativo periferico lombardo dell’Associazione di volontariato di protezione civile Pediatria per l’emergenza, con sede proprio a Como e coordinato da Salvatore Barca.
Il gruppo, punto di riferimento a livello regionale, è formato da figure specializzate nell’assistenza di bambini e ragazzini coinvolti in gravi incidenti o in disastri.
Per due giorni, gli allievi hanno seguito lezioni e corsi teorici. Ieri, la prova più complessa: la simulazione di un intervento.
«La preparazione è fondamentale nel caso di una grave situazione di emergenza – ha sottolineato ieri Mario Landriscina, responsabile del 118 – È necessario che i soccorritori sappiano esattamente che cosa fare, come e in quali tempi. La simulazione permette di mettere a punto la macchina organizzativa, di evidenziare eventuali errori di intervento e di correggerli».
Grazie alla collaborazione degli studenti della scuola media Virgilio, del 118 e delle associazioni di soccorso – Croce Rossa e Croce Bianca, Lariosoccorso e Anpas – l’incidente nella palestra scolastica è stato organizzato fin nei minimi dettagli, in modo da mettere davvero alla prova i soccorritori.
«Abbiamo fatto in modo che vi fossero circa 60 feriti da salvare, alcuni in condizioni critiche, altri in situazioni meno gravi – ha spiegato Salvatore Barca – In questi casi, è fondamentale il ruolo del direttore dei soccorsi, il primo sanitario che interviene, il quale deve essere in grado di quantificare con precisione il numero di persone coinvolte, la gravità e la natura delle ferite»

Anna Campaniello

Nella foto:
Uno dei giovani rimasto “ferito” dal finto crollo del tetto di una scuola media

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