Disavventura a lieto fine: incendio in mare, due lariane a bordo

Disavventura in mare Zenit

Disavventura a lieto fine per due lariane in vacanza in questi giorni al Sud, la lecchese Manuela D’Angeli e la comasca Lucia Curti, quest’ultima nota tra gli appassionati di motori come copilota di rally.
Le due amiche erano infatti domenica a bordo della nave “Zenit”, fra le Isole Tremiti e Termoli, che è stata costretta allo stop forzato in mare aperto per un incendio in sala macchine. Per i 64 passeggeri non ci sono stati particolari problemi, al di là dello spavento e del disagio.

Dopo la richiesta di soccorso un’altra imbarcazione che era nella zona (la Amalfi Jet) è stata mandata in aiuto e ha accolto i turisti della “Zenit”, che poi sono stati riportati a Termoli. Lucia Curti e Manuela D’Angelo hanno proseguito regolarmente la loro vacanza, ieri hanno visitato Matera, la “città dei Sassi” e poi si sono dirette verso il Salento.

«Ero assonnata e mi stavo riposando in poltrona nella sala al coperto – racconta Lucia Curti – quando io e Manuela abbiamo sentito un tremolio strano. Eravamo vicine alla porta della sala macchine e abbiamo visto i componenti dell’equipaggio che iniziavano a correre; allo stesso tempo ci dicevano di stare tranquille. Però si capiva che qualcosa non andava, visto che usciva del fumo dalla porta stessa e gli addetti avevano recuperato gli estintori».

«Nel momento in cui ci siamo dette che sarebbe stato meglio andare sul ponte è suonato l’allarme – aggiunge la comasca – e siamo salite all’aperto. Non ci sono stati particolari problemi e tutto è stato gestito al meglio, anche se non poteva mancare una certa tensione, vista la situazione. L’unico momento da gestire è stato l’attacco di panico di una signora che ha iniziato a piangere e ha bloccato le scale. Era terrorizzata e non riusciva a muoversi».

I passeggeri sono stati trasferiti sul ponte; ad ognuno è stato fornito il giubbino di salvataggio in attesa dell’intervento della “Amalfi Jet”. «Dico la verità – conclude Lucia Curti – Non ho mai avuto realmente paura. Ho notato che le scialuppe di salvataggio sono state lasciate al loro posto e la cosa mi ha tranquillizzato: di fatto voleva dire che non c’era la necessità di lasciare la nave per l’emergenza, ma che bastava attendere con pazienza l’altra nave».

Sopra, un fotogramma del filmato realizzato a bordo, in attesa dei soccorsi, da Manuela D’Angelo. Sotto, Lucia Curti con il giubbotto di salvataggio

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