Disavventura in Canton Ticino

Il poliziotto inflessibile e la multa salata

Con la presente voglio protestare per il comportamento tenuto dagli agenti mi hanno elevato contravvenzione in viale Castagnola a Lugano il 17 febbraio scorso alle ore 19. Per un errore, dovuto alla scarsa visibilità serale, mi sono immesso nella corsia dei bus, dove venivo prontamente fermato dalla volante. Appena sceso, l’agente è venuto da me dicendomi «forse a casa sua lei non è abituato, ma in Svizzera i cartelli si rispettano».
Ho cercato di mantenere la calma cercando di spiegare all’agente in questione che era stato un errore del tutto involontario dovuto alla scarsa visibilità notturna, ma il signore è stato inflessibile e ha preteso gli versassi 350 franchi sull’unghia.
Purtroppo non sono stato abbastanza lucido da contestare immediatamente il fatto che non potevano contestarmi una multa per essere passato con il rosso, visto che le due frecce (destra e sinistra) erano verdi e io sono andato in una direzione (dritto) che non prevedeva indicazioni semaforiche.
Quando il signore ha preteso il pagamento immediato della contravvenzione ho invece fatto notare che ci sono tanti cittadini del Canton Ticino che vengono in Italia, ma nessuno si permette un analogo trattamento nei loro confronti e che in genere la polizia è molto più tollerante nei loro confronti di quanto lo fossero loro in quel momento con me. Come reazione il signore mi ha fatto scendere, vuotare le tasche e ha minacciato di applicare il fermo di Polizia di 72 ore. Ho come testimone dell’accaduto l’amica che sono venuto a trovare e che risiede a Lugano. La signorina potrà confermare che mi sono limitato a protestare in maniera civile senza nessun insulto o minaccia, motivo per il quale i signori sono stati costretti a lasciarmi andare.
Ora, trovo inammissibile: 1) che una persona si permetta di trattarmi in maniera così villana solo perché porta una divisa (non so come è abituato a casa sua, in Svizzera i cartelli si rispettano, come se venissi dalla Repubblica delle banane e non da un grande Paese come l’Italia, di cui il signore si avvale pure della lingua), visto pure che sono sicuro che senza tale protezione certe spiritosaggini non sarebbe in grado di permettersele.
2) che vengano contestate multe inesistenti confidando sul fatto che si ha una targa straniera e si ha meno conoscenza delle vostre leggi. Anche questo mi fa pensare che il signore avesse qualche pregiudizio dovuto alla mia targa.
3) non si capisce questa interpretazione  draconiana delle leggi nei confronti di chi si trova a dover transitare dall’estero nella vostra città, dato che mi risulta dalla stampa che ultimamente anche i cittadini luganesi abbiano protestato difficoltà a orientarsi in una viabilità veramente complessa.
Ho messo in copia la mail al Consolato Italiano e provvederò nei prossimi giorni a informare la stampa di questo episodio. Nel frattempo voglio sperare che almeno la multa per il passaggio con il rosso inesistente mi venga annullata e mi venga restituito il denaro indebitamente incassato.
Marco Fusi

Ecco, al riguardo, la risposta che il lettore ha ricevuto da parte della Polizia di Lugano e che ci ha girato.
 
Egregio signor Fusi, la ringrazio dell’invio.
Il nostro Comando è molto attento a che il comportamento dei propri agenti sia basato sui principi di legalità e di proporzionalità. Svolgeremo quindi gli accertamenti interni, ambito contravvenzionale e ambito comportamentale, sotto quest’ottica.
Le risponderemo appena li avremo compiuti.
Cordiali saluti.
Wladimiro Castelli – Capo settore
Settore prevenzione e intervento
Polizia Città di Lugano

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