Discarica abusiva a Rovellasca: eseguite quattro ordinanze. Denunciato anche l’ex vicesindaco

I carabinieri in Comune

Per anni avrebbero gestito una «perdurante e continuativa attività illecita organizzata» che ruotava attorno a un sito di smaltimento rifiuti sconosciuto alla pubblica amministrazione, senza le necessarie autorizzazioni ma che avrebbe continuato a operare grazie all’apporto «continuo e sistematico di singoli soggetti che hanno contribuito a realizzare l’attività delittuosa». La Direzione distrettuale antimafia di Milano, al termine di indagini iniziate nel novembre del 2018 dai Carabinieri della stazione di Turate e proseguite negli anni anche con l’apporto della guardia di finanza Olgiate Comasco e dei carabinieri forestali di Como, ha chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari di Milano l’emissione di quattro ordinanze di custodia cautelare che all’alba di questa mattina hanno colpito quattro soggetti che gravitavano attorno alla “General Service” srl di Rovellasca. Era questa società, secondo la tesi dell’accusa, a recuperare rifiuti di scarto dei cantieri (non pericolosi) pur non essendo iscritta all’Albo nazionale dei gestori ambientali e pure sprovvista del titolo abilitativo, svolgendo di fatto una attività di gestione dei rifiuti in maniera abusiva. Nei guai sono finiti l’amministratore di fatto, 50 anni, residente a Rovellasca, il figlio dipendente della società (27 anni), la madre e moglie dei due – 52 anni – e una 57enne di Rovello Porro «di fatto prestatasi a fungere da prestanome» alla famiglia che gestiva l’area abusiva. Per padre e figlio il giudice delle indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza ha disposto i domiciliari con il divieto assoluto di comunicare con qualsiasi mezzo. Per la madre e moglie è stato disposto l’obbligo di dimora, per la 57enne l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Secondo quanto ricostruito in questi anni di indagine, accanto all’attività di smaltimento e riutilizzo illecito di rifiuti, c’era anche quella legata all’emissione di fatture per operazioni inesistenti utili appunto a nascondere l’attività non consentita con «indicazioni di fantasia» riportate sulle fatture contestate. Notevole il volume del giro di raccolta di rifiuti che altro non erano se non residui di demolizioni e opere edili.
Materiale che poi veniva frantumato e reimpiegato dopo essere stato “rigenerato”. E tra gli scavi dove questi detriti confluivano, partendo dalla sede di via dell’industria, i carabinieri hanno monitorato diverse attività private ma anche il cantiere per il centro sportivo di Cislago e per l’adeguamento del parco sud della linea Saronno-Milano all’altezza della stazione ferroviaria di Garbagnate Milanese.
Il sito smascherano dall’operazione che è stata denominata “Terre fantasma”, si trova a Rovellasca in un area che è stata posta sotto sequestro. Secondo la tesi accusatoria sarebbero stati riversati in questo punto 16.462 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi, frutto di 636 operazioni di vendita di rifiuti tritati per un totale di oltre 11 mila metri cubi cui devono essere aggiunti i 4.500 metri cubi ritrovati al momento della perquisizione e del sequestro dell’area. Per comprendere il volume di affari basta dire che nel solo periodo di osservazione delle indagini (52 giorni) la General Service avrebbe ricevuto in maniera sistematica 227 conferimenti di detriti. In totale, sono stati documentati dagli inquirenti 3.468 episodi di scarico di rifiuti.
Tra le accuse contenute nell’ordinanza figura anche quella (non a carico della moglie) di aver provveduto a distrarre gran parte dei beni della vecchia società verso una neo costituita impresa che avrebbe potuto proseguire l’attività commerciale.
Sono state oltre 20 le attività di perquisizione scattate questa mattina all’alba contestualmente alla notifica dell’ordinanza, attività che hanno interessato la provincia di Como, ma anche quella di Varese e quella di Milano, compreso il comune di Rovellasca per parallele ipotesi di reato contro la pubblica amministrazione.

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