Disfatta di Cantù a Pesaro: brutta sconfitta della squadra di coach Pancotto

Pesaro Cantù Cesare Pancotto

Sconfitta tutt’altro che onorevole per l’Acqua S.Bernardo nella trasferta di Pesaro. Una Pallacanestro Cantù apparsa arrendevole e senza carattere è uscita dal campo di Pesaro a testa bassa: i marchigiani si sono imposti per 107-83. Unica, magra, consolazione, la buona prestazione del giovane Gabriele Procida, autore di 24, il suo record in serie A. Per il resto, una prestazione mediocre che certo non ha rispettato i proclami della vigilia di coach Cesare Pancotto, che chiedeva ai suoi giocatori di lottare su ogni pallone. In campo si è visto tutt’altro, a partire da una difesa arrendevole che ha fatto ogni tipo di concessione ai padroni di casa.

«Mi sento il primo e l’unico responsabile di questa situazione – ha detto alla fine Pancotto – Credo molto in questa squadra, ciecamente, e non riuscire a farle sentire l’energia, l’amore, il desiderio e la consapevolezza di lottare per un obiettivo importante come la salvezza, mi dà noia».

«Mi spiace per Cantù, per i tifosi, per la società, mi spiace profondamente. Questa, però, è retorica. Questo è cuore – ha aggiunto il coach – Dire di essere arrabbiato è banale, avrei voluto utilizzare un’altra parola. Non si tratta di prendere gente per il collo, si tratta di capire che se non hai anima, corpo ed energia per fare delle cose, allora hai delle difficoltà, quelle che noi oggi abbiamo incontrato a Pesaro».

«Abbiamo trovato un’avversaria con cuore, orgoglio, energia e difesa. Giocare due quarti e prendere 55 punti, facendo 2 falli, vuol dire non interpretare. Ribadisco, mi assumo la responsabilità, non delego nessun altro. Rimarco fortemente il concetto – ha concluso Pancotto – credo nei miei giocatori, devono sentirsi uniti perché ci sono ancora tante battaglie. Personalmente io sono pronto, ho già rimboccato le maniche per affrontarle. Però credo sia importante capire quanto sia difficile lottare e giocare a questo tipo di livello».

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