Disoccupazione in calo, ma la crisi persiste nel Comasco
Economia

Disoccupazione in calo, ma la crisi persiste nel Comasco

Ha ancora due facce il mercato del lavoro in provincia di Como. Se da una parte sale il numero degli occupati, che nel primo trimestre del 2016 ha raggiunto le 258mila unità, dall’altra crescono anche il numero di chi un lavoro ormai non lo cerca più e le richieste di ammortizzatori sociali per settori tradizionalmente trainanti per l’industria territoriale come il legno, l’edilizia e la meccanica. La crisi continua quindi a stringere i cordoni della borsa, anche se rispetto ai corrispondenti numeri tra il 2008 e il 2011 la situazione è decisamente migliorata.
La fotografia del mercato del lavoro è stata presentata ieri dalla Camera di Commercio di Como in base ai dati dell’Istat, dell’Irs (Istituto per la ricerca sociale) e di Unioncamere Lombardia.
Il tasso di occupazione nel primo semestre 2016 era del 65,7%, in aumento percentuale rispetto allo stesso periodo del 2015 (+1,3%), con una crescita del numero degli occupati complessivi su base annua del 2,5%, leggermente superiore al 2,2% della medio regionale.
Merito anche dei contratti part-time, la cui incidenza sul totale dell’occupazione è salita al 18,1% rispetto al 15,1% del primo semestre 2015.
Per contro sono cresciuti anche i contratti a tempo determinato (+3%) che tra i dipendenti raggiungono ora il 12,8% (contro il 10% regionale). Preoccupa invece il cosiddetto tasso di mancata partecipazione al lavoro, ovvero quelle persone disoccupate e inattive, che non cercano più. Tra i residenti dai 15 ai 74 anni gli inattivi erano a inizio 2016 il 13,1% (12,2% la media lombarda). Dieci anni fa, nel 2007, la mancata partecipazione era attorno al 7%, cresciuta all’8% nel 2008, l’anno della crisi, e arrivata ad oltre il 14% nel 2014.
Nel terzo trimestre 2016 i dati dell’Indagine Congiunturale Regione di Unioncamere e Confindustria Lombardia mostrano saldi negativi e peggioramento nell’industria e nel commercio, mentre l’occupazione è in miglioramento nell’artigianato e nei servizi.
Sempre elevato il ricorso agli ammortizzatori sociali. La cassa integrazione guadagni nel terzo trimestre 2016 ha registrato un lieve aumento (+2,3%) mentre è scesa la media lombarda (-23,2%). Crescono le richieste di cassa straordinaria, +36,8% (-20,7% in regione) che raggiunge le 740mila ore autorizzate, e in deroga, in aumento del 52,1% (-32,7% il dato regionale). Diminuiscono invece a 642mila le ore di cassa ordinaria (-28,3% contro il -23,7% regionale).
Complessivamente nel terzo trimestre 2016 sono state autorizzate 1,6 milioni di ore. Le richieste riguardano soprattutto il settore del legno, dell’edilizia e la meccanica.
Sono 152 i nuovi iscritti alle liste di mobilità nel terzo trimestre 2016, licenziati da imprese con più di 15 dipendenti. Numeri questi in calo su base annua del 35,6% (-37% in Lombardia).
L’incidenza delle situazioni di crisi sul lavoro dipendente nei primi nove mesi del 2016 è dell’1,2%, un valore poco più elevato della media regionale (1,1%) e in calo del -1% su base annua.
Per quanto riguarda gli avviamenti di nuove attività, sono stati 15mila nel terzo trimestre (-5,6% rispetto al 2015 e -2,7% sul dato regionale). Calate pure le cessazioni, 16mila (-1,3% sul 2015 e +1,6% sul dato regionale). Il saldo delle imprese è così negativo (-785 unità) e in peggioramento rispetto al 2015.
Negative pure le aspettative dell’occupazione per il prossimo trimestre in tutti i settori, soprattutto nell’industria e nell’artigianato. Nel 2016 sono avvenute 7.490 assunzioni (stima) soprattutto nel turismo (26%) e nelle imprese più piccole (23,8%). Il 31% delle assunzioni ha riguardato giovani fino a 29 anni (dato in linea con il 31,3% regionale) e il livello di istruzione prevalentemente richiesto è il diploma di scuola media secondaria (45,3% e 40,5% il dato regionale).
Paolo Annoni

13 Gen 2017

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