Diventa uno spettacolo la storia di Villa d’Este
Cronaca, Cultura e spettacoli, Territorio

Diventa uno spettacolo la storia di Villa d’Este

Mezzo secolo dell’antica dimora in scena il 6 aprile nel municipio di Cernobbio

Il gruppo teatrale “I viaggiatori del tempo” metterà in scena un testo di Giuseppe Salvioni, storico lariano, dedicato a una dimora storica d’eccellenza di Cernobbio.
Stiamo parlando dello spettacolo Villa d’Este 1782-1833. Un breve tratto di una lunga storia, che racconta mezzo secolo di vita della celebre villa e verrà messo in scena il 6 aprile alle 20.30 nella sala consiliare del municipio di Cernobbio (ingresso libero).

Cernobbio, Villa d'Este © Baricci | Cernobbio, Villa d’Este

L’iniziativa è dell’associazione “Rappresentanza storica” di Cernobbio, presieduta da Mario Minatta che in una nota introduttiva scrive: «L’idea di questa rievocazione storica ha preso spunto dalle numerose “torrette” o “fortilizi” che svettano sulle pendici dello “Scoglio del Pizzo”. Sono trascorsi molti anni dalla loro costruzione. Con il passare del tempo la memoria si affievolisce tanto da rischiare di dimenticare chi ebbe l’idea di costruirli e le ragioni che portarono a collocarli lassù, a far la guardia al lago».

Per restituire ai lariani e ai turisti la memoria di una pagina gloriosa del territorio nasce così questa iniziativa che rivisita un breve ma significativo tratto dell’esistenza dell’antica Villa del Garòvo, poi divenuta Villa d’Este nel 1815 per volontà della regina d’Inghilterra Carolina di Brunswick.

A Cernobbio la memoria storica di Villa d’Este – che con il suo sontuoso parco è tra l’altro un autentico compendio dell’arte e dell’architettura dei giardini – è viva anche grazie a un’altra associazione, il circolo di pittura “Carlo Mira” che lo scorso 27 marzo nell’aula magna delle medie ha premiato i ragazzi di quattro terze classi impegnati in un progetto di disegno artistico a mano libera, giunto alla quarta edizione. I giovani hanno studiato Villa d’Este nei suoi aspetti architettonici, interni ed esterni, e ciascuno ha sviluppato liberamente un particolare. La giuria era composta da Gianni Betta, Filippo Gugliotta, Ada Porta e Raffaella Bradanini per il centro “Mira” e dalle docenti di arte Cinzia Calcaterra e Francesca Cafeo.

3 aprile 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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