Divorzio alla romena, ecco le prime richieste da Como

Basta avere la residenza anche in una casa in affitto ed essere presenti alle udienze
«Sì, è tutto vero. Più coppie in crisi si sono rivolte anche al mio studio per chiedere di poter ottenere il divorzio in Romania. I tempi sono senza dubbio più rapidi, ma non credo che sia il caso di incentivare tutto ciò. Non bisogna mai perdere di vista che il divorzio è una cosa seria e che il matrimonio è un sacramento».
L’avvocato di Como, Pierpaolo Livio, è anche il legale del Consolato generale di Romania a Milano. E interviene sul boom di richieste per recarsi nel Paese comunitario per ottenere l’addio al coniuge.

Pratiche che è possibile sbrigare in tempi incredibilmente brevi – tre mesi – e a costi tutto sommato contenuti, spesso (senza comprendere l’appartamento in affitto in cui prendere la residenza obbligatoria) intorno ai 1.500 euro.
La “scorciatoia” per le coppie scoppiate italiane è stata oggetto di una recente inchiesta del “Corriere della Sera” realizzata direttamente da Arad in Romania (500 chilometri a Nordovest di Bucarest e sede di un tribunale civile), dall’inviato Michele Focarete.
«Sì, ma attenzione, le procedure hanno comunque la loro complessità – dice Livio – Soprattutto a Bucarest i controlli sugli stranieri che giungono per divorziare non solo dall’Italia, ma anche dagli altri Stati d’Europa, è molto rigido. È anche vero tuttavia – ammette Livio – che in tribunali di provincia queste pratiche sono senza dubbio più frequenti e forse anche le verifiche sulle residenze sono meno fiscali».
Insomma, la storia è breve: in Italia, se tutto prosegue senza intoppi, per ottenere un divorzio servono tra i quattro e i cinque anni. In Romania bastano tre mesi. Basta avere la già citata residenza (anche in una casa in affitto), essere presenti a una prima udienza davanti al giudice, fare presente le proprie intenzioni, attendere un altro mese – concesso dallo stesso giudice per eventuali ripensamenti – e poi affidarsi, volendo, a un semplice procuratore speciale per la sentenza di separazione. Atto che dovrà poi essere tradotto in italiano per essere portato all’ufficio di stato civile. Tre mesi e il gioco è fatto. «A patto però di avere la residenza», sottolinea di nuovo Livio.
E questo comporta anche pagare le tasse, eccetera. E quanto serve per ottenere la residenza, una volta trovato l’appartamento?
«Un giorno e mezzo – replica secco l’avvocato – Ma io, ad esempio, non sono disposto a prestarmi a questa ricerca, anche se non nego che ci sono colleghi che si attivano pure in questo come fossero agenzie immobiliari».
Eppure questo passaggio burocratico non sembra voler fermare l’onda dei divorzi in salsa romena, accettati anche in Italia in seguito alla normativa europea che tende a uniformare questo tipo di sentenze.
Un boom che ha toccato pure Como se è vero, come dice Livio, «che anche nel mio studio si sono presentate due coppie più un terzo signore per chiedere delucidazioni in merito, dopo che avevano letto informazioni in merito su Internet».
«Insomma, va tutto bene purché non si esageri – è la chiosa del legale del consolato generale di Romania di Milano – Divorziare è una decisione drammatica, un fallimento personale che anche una legislazione più snella e seria non può cancellare».
E a complicare il tutto potrebbe essersi aggiunto il nuovo codice civile romeno in vigore dal 1° ottobre 2011 che, agli articoli 375 e 378, prevede che due persone in via consensuale possano divorziare anche davanti a un notaio.
Il dubbio è però, al momento, se anche questa via possa essere ritenuta valida in Italia. Impossibile chiedere ora qualsiasi tipo di conferma.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli in una scena di “Divorzio all’italiana”

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