Dodici le persone arrestate nell’inchiesta torinese. Una decina di lariani tra gli oltre 100 indagati

L’indagine
L’inchiesta sul nuovo scandalo doping nell’ambiente dello sport amatoriale è coordinata dal procuratore di Torino Raffaele Guariniello. Dodici le persone arrestate, accusate a vario titolo di commercio illecito di farmaci anabolizzanti, esercizio abusivo della professione di farmacista e medico, commercio di medicinali guasti, commercio di farmaci pericolosi per la salute, frode sportiva e spaccio di stupefacenti. Tra le persone finite in manette anche Davide Posca, 41 anni, preparatore atletico

lariano con studio a Carugo, originario della Brianza comasca, ora residente in provincia di Pavia.
Nell’ambito della stessa operazione sono 102 le persone indagate, con accuse che vanno dalla ricettazione alla frode sportiva. Tra queste ci sarebbero almeno dieci comaschi.
Tra i casi più eclatanti, quello di una donna comasca che, secondo quanto emerso nell’indagine condotta dalla magistratura torinese, avrebbe fatto assumere sostanze proibite alla figlia 15enne, nuotatrice, affinché vincesse le gare in cui era impegnata. E comasco è anche il padre di un ciclista della stessa età della giovane nuotatrice, trovato in possesso di sostanze dopanti. In questo caso, non è stato però ancora accertato se l’uomo abbia fatto assumere i farmaci proibiti anche al figlio.

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