Dodici ore di attesa in sala parto: «In futuro non accadrà più»

La difesa dei vertici
In futuro non si rischierà più il “tutto esaurito” in ostetricia. L’azienda ospedaliera Sant’Anna, dopo il recente caso di una donna che, dopo aver partorito, ha atteso 12 ore prima di avere una camera, interviene per spiegare quanto accaduto. «Nessun disservizio. Si è trattato di una giornata di sovraffollamento che ha portato a occupare tutti i 33 letti a disposizione. Ci sono periodi in cui si verificano questi picchi. Ma la signora è stata sempre seguita nel migliore dei modi
– dice il direttore sanitario, Giuseppe Brazzoli – L’abbiamo sistemata in un letto nel blocco operatorio, e non subito in una camera, con tutta l’assistenza del caso. Ha potuto vedere il marito e il bambino. Ovviamente trattandosi di un letto all’interno del blocco, abbiamo dovuto limitare le visite al solo papà».
Ma per evitare il ripetersi di questi episodi si sta lavorando da mesi. «Proprio in questi giorni scatterà la fase operativa per realizzare un ampliamento dei posti letto. Nelle settimane scorse abbiamo valutato diversi progetti. Da 33 si passerà a 40. Stiamo sistemando le camere in modo da poter accogliere, in caso di emergenza, altri letti. Alla fine avremo 7 posti in più. Un numero sufficiente per sostenere ogni situazione di sovraffollamento», conclude Brazzoli.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Giuseppe Brazzoli

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