Domani la “prima” del Teatro Sociale. Va in scena “Il viaggio a Reims” di Gioachino Rossini
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Domani la “prima” del Teatro Sociale. Va in scena “Il viaggio a Reims” di Gioachino Rossini

Una “cantata scenica” riletta in chiave attuale per la “prima” del Teatro Sociale di Como. Domani alle 20 parte la stagione lirica con Il viaggio a Reims, per continuare le celebrazioni dei 150 anni dalla nascita di Gioachino Rossini. Torna a Como a curare la regia lo stravagante Michal Znaniecki, mentre la direzione sarà affidata al giovane Michele Spotti, già conosciuto qualche anno fa con “Opera domani”.
L’opera rossiniana è interpretata come uno squarcio della società che essa celebra. Un viaggio, appunto, tra le sue ossessioni, paure, isterie e conflitti. L’ambientazione della storia in un hotel termale permette di costruire una vera e propria gabbia di matti; a volte caricaturali, a volte dolorosamente veri. Rossini ne è maestro e noi lo assecondiamo. Uno squarcio della società dell’epoca di Rossini descritto con maestria e humour.
Dramma giocoso in un atto di Luigi Balochi, l’opera fu rappresentata per la prima volta a Parigi, al Théâtre Royal Italien, il 19 giugno 1825.
«Celebrazione, concerto, oratorio: queste sono le descrizioni che troviamo parlando de Il Viaggio a Reims. Un capolavoro del teatro musicale: così per me, regista, si scopre questo atipico intermezzo di Rossini. Una raccolta di arie e concertati, personaggi e relazioni senza una vera trama drammaturgica. Si potrebbe ridurre la storia come: arrivano e aspettano. Quanti capolavori di teatro sono nati con questo concetto! Basta citare Aspettando Godot di Beckett» dice Michal Znaniecki.
Rossini compose questo capolavoro nel 1825, per celebrare l’incoronazione di Carlo X, re di Francia. L’opera andò in scena al Théâtre Italien di Parigi, ed ebbe subito un enorme successo grazie alla vivace e frizzante perizia compositiva, affiancata da un libretto spiritoso e variegato, scritto da Luigi Balochi. Il librettista in questione fu ispirato dal romanzo di Madame de Staël intitolato Corinne ou l’Italie.

26 settembre 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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