Cronaca

Don Marco risarcirà le cinque vittime delle violenze

L’avvocato: «Non è una mercificazione del dolore, ma una iniziativa moralmente dovuta»
Don Marco Mangiacasale risarcirà le proprie vittime. È questo quello che trapela poche ore prima della chiusura del fascicolo aperto per le violenze sessuali continuate ai danni di ragazzine minorenni dell’oratorio cittadino di San Giuliano. Sono cinque le giovani che hanno finito con il denunciare l’ex parroco nonché ex economo della diocesi di Como. Rapporti riconosciuti e confessati dallo stesso prelato fin dal suo primo interrogatorio di fronte al giudice delle indagini preliminari, pochi
giorni dopo il suo arresto che risale al 7 marzo. Relazioni non consentite finite sotto la lente della procura e che ora porteranno ad un risarcimento alle vittime che dovrà essere quantificato nelle prossime ore. Sarà l’ultimo atto, questo, prima della chiusura delle indagini che dovrebbe avvenire nelle prossime ore. Il lavoro, quello degli inquirenti, completato anche dal deposito – al quinto piano del palazzo di giustizia – di una corposa relazione (si parla di centinaia di pagine) fatta dai consulenti del pm su tutta la mole di sms e mms “sensibili” (e spesso molto espliciti) scambiati tra il sacerdote e le vittime prima, durante e dopo gli incontri a sfondo sessuale che avvenivano nella casa parrocchiale di don Marco in via Maurizio Monti.
LA PAROLA ALLA DIFESA
Sulla vicenda del risarcimento danni alle cinque vittime, interviene l’avvocato dell’ex parroco di San Giuliano, Renato Papa: «Interpretiamo questa iniziativa innanzitutto come moralmente dovuta – dice il legale del foro di Como – a conferma della consapevolezza della sofferenza prodotta. Don Marco non interpreta questo risarcimento come una mercificazione del dolore causato alle ragazze, ma come un doveroso segno della propria contrizione. Sul piano processuale invece – è la conclusione di Papa – l’iniziativa risarcitoria riconferma un approccio difensivo improntato alla assoluta lealtà».
UNA VICENDA SHOCK PER LA DIOCESI
Il macigno sul capo dei fedeli della Diocesi di Como cadde il pomeriggio del 7 marzo quando, da Abbadia Lariana dove si trovava per un incontro religioso, giunse la notizia dell’arresto di don Marco, ex parroco di San Giuliano e in quei giorni economo della Chiesa lariana. «Violenza sessuale continuata su una minorenne», si venne a sapere poco dopo. La casa di via Monti fu perquisita dalla polizia giudiziaria, e sequestrati pc, iPad e telefoni del prete. Il tutto, partito da una denuncia di una ragazzina (ancora minorenne) dell’oratorio datata 28 febbraio. Un racconto, quello finito davanti al pm, fatto la prima volta al nuovo parroco di San Giuliano che poi convinse la ragazza a parlare con i genitori. A quella denuncia, se ne aggiunsero poi altre quattro. Tutte violenze poi riconosciute dallo stesso don Marco fin dal suo primo interrogatorio di fronte al giudice delle indagini preliminari Maria Luisa Lo Gatto. Relazioni proibite che ora confluiranno nell’avviso di chiusura delle indagini che a breve la procura farà notificare all’avvocato del sacerdote.

Mauro Peverelli

Nella foto:
A raccogliere il racconto della prima giovane che trovò il coraggio di parlare, fu l’attuale parroco di San Giuliano (nella foto sopra la parrocchiale). La denuncia fu poi presentata in procura il 28 febbraio. Il 7 marzo scattarono le manette
13 maggio 2012

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