Cronaca

Don Mauro: confermato anche il risarcimento da 180mila euro

Dopo la condanna dell’ex parroco di Laglio
Era stato deciso in primo grado e non è più stato cambiato negli altri due gradi di giudizio
Non solo carcere per i rimanenti 7 anni, 6 mesi e 8 giorni di reclusione.
La decisione della Corte di Cassazione di ritenere «inammissibile» il ricorso presentato dagli avvocati di don Mauro Stefanoni, 43 anni di Cantù, è diventata definitiva anche per il risarcimento dei danni riconosciuti alla famiglia della vittima.
Il Collegio di primo grado, in Tribunale a Como, determinò a favore del ragazzo la cifra di 120mila euro, mentre ai genitori – costituiti parte civile e rappresentati
dagli avvocati Nuccia Quattrone e Leonardo Ortelli – 30mila euro a testa. Un risarcimento complessivo di 180mila euro, dunque, che la Corte d’Appello ha poi confermato e che è rimasto inalterato anche dopo la Cassazione.
Diventando dunque esecutivo assieme al risarcimento delle varie spese legali sostenute nel corso degli anni anche dalla parte civile. Una cifra complessiva, quella che pesa sul capo di don Mauro, che si aggira intorno ai 200mila euro. Don Mauro che, intanto, ha trascorso la sua prima notte nel carcere di Bollate scelto dopo un consulto con i propri legali, Guido Bomparola e Massimo Martinelli. Una struttura ritenuta idonea a ospitare condannati per reati delicati come la violenza sessuale, e in cui don Mauro trascorrerà il tempo studiando la Bibbia e l’arabo. «Sono d’accordo con quanto dichiarato dalla mia assistita, la madre del ragazzo – ha invece commentato ieri l’avvocato Nuccia Quattrone, appena rientrata da Roma – Non si può parlare, in questi casi, di gioia per come si è conclusa la vicenda. Siamo però soddisfatti perché la sentenza ha chiarito definitivamente la vicenda di don Mauro. Ormai, mi permetto di aggiungere, non è più corretto usare il condizionale quando si parla delle violenze subìte dal ragazzo». Nelle parole del legale c’è poi anche una speranza. «Mi piacerebbe che il vescovo di Como, di cui ho apprezzato il ricordo delle vittime nel comunicato diffuso dalla Diocesi, chiedesse di incontrare il ragazzo, che ora non è più minorenne. Sarebbe un bel segnale, e dico questo senza polemica».
Il pensiero torna poi all’interminabile giornata di martedì, iniziata con l’udienza del mattino in Cassazione, e conclusa solo a notte fonda con la chiamata dal “Palazzaccio” che annunciava l’inammissibilità del ricorso della difesa e, dunque, la conferma dei primi due gradi di giudizio. «Noi eravamo sereni – conclude l’avvocato Quattrone – e lo siamo stati ancora di più dopo aver sentito le parole del procuratore generale. La svolta definitiva credo che però sia avvenuta in Appello, quando i giudici di Milano hanno disposto una nuova perizia sulla presunta patologia di don Mauro che si è poi rivelata inesistente. Noi siamo stati sempre convinti che le parole del ragazzo fossero vere, ma quel passaggio è servito per togliere anche gli ultimi dubbi ai giudici».
Don Mauro, lo ricordiamo, è stato condannato a 8 anni per violenza sessuale su un ragazzo dell’oratorio di Laglio che era minorenne. Una pena già in piccola parte “scontata” con i domiciliari nel corso delle indagini: rimangono dunque 7 anni, 6 mesi e 8 giorni.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Nel palazzo di giustizia di Como è stata letta la prima sentenza di condanna sulla vicenda di don Mauro Stefanoni
25 Maggio 2012

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