Don Rigoldi richiama i giovani alla responsabilità

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Ieri mattina all’istituto Pessina di Como

Prevenire il disagio giovanile e devianze pericolosissime come droga, alcol e violenza attraverso testimonianze forti e autorevoli. Ospite d’eccezione ieri mattina per i 1.200 allievi dell’Istituto professionale “Gaetano Pessina” di Como. Don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano, ha illustrato ai ragazzi dell’istituto cittadino (erano in teleconferenza anche le sedi di Appiano e via Scalabrini a Como) la durissima realtà del carcere e ha riportato la sua esperienza

per aiutare a comprendere quali motivazioni spingano i giovani ad assumere comportamenti contrari alla legalità.
«Tutto l’istituto è stato coinvolto ed è stato un bel segnale per i ragazzi, per i docenti e per la città – dice il preside, Domenico Foderaro – I nostri alunni si sono sentiti molto toccati dalla testimonianza di don Rigoldi che ha dipinto la realtà del carcere minorile per quello che è, richiamando tutti a un forte senso di responsabilità. Ha invitato i ragazzi a badare con attenzione ai loro comportamenti, dando un’autentica lezione di vita».
Dato il successo dell’iniziativa, si pensa di invitare ancora don Gino Rigoldi al Pessina di Como il prossimo marzo, anche per presentare il suo nuovo libro che uscirà a gennaio.
«Anche noi docenti ci siamo sentiti fortemente coinvolti nel progetto educativo di don Rigoldi – dice il preside – Abbiamo già ospitato le forze dell’ordine per un seminario in classe e presto organizzeremo anche incontri con il carcere del Bassone. Non dovremo mai stancarci, occorre investire molto nella prevenzione del disagio. Droga, alcol, violenza: sono mondi che ci appartengono. Duole dirlo, ma la realtà è questa. L’importante è non dimenticarsi mai di parlarne a viso aperto con i ragazzi».

Nella foto:
Sopra, l’incontro. A lato, don Rigoldi (a sinistra) con il preside (Mv)

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