Donegani, l’ingegnere delle Alpi in mostra in biblioteca

passo Spluga

Sarà aperta fino al 14 settembre alla Biblioteca Comunale di Como la mostra “Donegani, l’ingegnere tra le Alpi”, resoconto del progetto e della realizzazione di uno dei più affascinanti tracciati transalpini, la strada dello Spluga. Sono in esposizione documenti, disegni, stampe, fotografie, con tavole inedite ed elaborazioni realizzate dagli studenti del liceo scientifico Donegani di Sondrio e del IIS Leonardo da Vinci di Chiavenna.
Carlo Donegani, nato a Brescia nel 1775, compì i suoi studi a Bologna e a Roma, iniziando la sua attività nel Bresciano.
Nel 1815 ottenne la nomina di Ingegnere di Prima Classe a Como.
Portano la sua firma tracciati di primaria importanza dell’area alpina e prealpina: dopo la strada della Valsassina e alcuni tratti della riva occidentale del Lario, tra 1818 e 1822 progettò e realizzò la strada dello Spluga, poi la celeberrima via di collegamento fra Sud Tirolo e la Lombardia attraverso il Passo dello Stelvio, inaugurata nel 1825, e la strada rivierasca del Lario da Lecco a Colico fino a Chiavenna. Il suo progetto della strada dell’Aprica fu realizzato dal figlio Giovanni.
Le imponenti opere viarie intraprese dal governo asburgico dopo il 1815 miravano a collegare i territori asburgici dopo l’annessione di Valtellina e Valchiavenna alla Lombardia austriaca.
Per il progetto dello Spluga l’ingegner Donegani fu indicato dal Direttore Generale delle Acque e Strade, Appiani, al conte di Saurau, governatore di Milano, come “tra i più esercitati nella costruzione di strade di montagna” in quanto “con molto intendimento ha redatto il progetto delle strade da Lecco a Bellano per la Valsassina ed una gran parte del progetto della strada lungo la parte occidentale del lago di Como” nonché ” il progetto della R. Strada di Valtellina da Tirano a Bormio.”
Una sua lettera del giugno 1818 segnala nel cantiere dello Spluga la presenza di 220 muratori, 60 minatori, 22 falegnami, molti tagliapietre, carbonari, calcheretti, “cosicché  l’ opera vi avanza a colpo d’occhio”.
La via tra Milano e Coira attraverso la Val Chiavenna e lo Spluga fu In quegli anni in competizione con un secondo progetto che mirava a collegare Genova e Coira attraverso la Mesolcina e il San Bernardino.
Inizialmente costruita passando per il fondovalle fra Campodolcino e Isola, dopo disastrose alluvioni la strada fu modificata, escludendo Isola e collegando Campodolcino a Pianazzo lungo la ripida variante del Sengio. Furono così  costruiti i  tornanti e le suggestive gallerie ancora oggi percorribili sul tracciato storico.
La strada implica da sempre rischi e  manutenzioni: una lettera del novembre 1844 documenta un “guasto successo presso Gallivaggio” – proprio lo storico santuario miracolosamente risparmiato da un’imponente frana nel ….. – che bloccò il passaggio dei carri  e costrinse al trasporto a spalla delle merci.
Del progetto fece parte anche la previsione dei luoghi in cui disporre mine in caso di attacchi nemici, nonostante la strada – a differenza di quella dello Stelvio – nascesse con scopo commerciale e non militare.
La mostra, a cura del Centro Docunentazione Donegani di Sondrio in collaborazione con Iubilantes di Como, si chiuderà con un doppio finissage: venerdì 13 settembre alle 16:30 una speciale visita condotta dai curatori, l’ing. Emanuele Abbiati e le professoresse Maria Carla Fay e Cristina Pedrana; sabato 14 alle 16.30 una conversazione sul tema con il prof. Guido Scaramellini del Centro Studi Storici Valchiavennaschi.
Giuliana Panzeri

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