Si butta nel lago e salva una donna dall’annegamento

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alla Diga Foranea
(p.an.) «Non chiamatemi eroe, eroi sono i nostri tre ragazzini che hanno visto qualcosa nel lago mentre si allenavano e sono corsi a chiamarci». Inizia così il suo racconto Andrea Tenca, 41 anni, preparatore atletico e addetto alla segreteria della Canottieri Lario che ieri pomeriggio ha tirato letteralmente fuori dalle acque gelide del Primo bacino una donna milanese di 47 anni.
«Ero in sede quando ci hanno chiamato i nostri ragazzi – dice – Così, con l’allenatore Davide Noseda, il vicepresidente Leonardo Bernasconi e il consigliere Paolo Mariani siamo corsi sulla Diga Foranea. Era buio, ma si scorgeva qualcosa galleggiare a circa trenta metri dal culmine della diga». 

«Poteva essere un corpo, ma anche un manichino – dice ancora – Nel dubbio abbiamo pensato di chiamare il 112. Mentre aspettavamo l’arrivo dei soccorsi abbiamo sentito una voce lontana gridare aiuto». I carabinieri arrivano dopo pochi secondi e con le fotoelettriche illuminano il lago. A quel punto è chiaro che nell’acqua c’è qualcuno. Tenca non ci pensa due volte. 
«Mi sono messo in mutande e maglietta – dice – intanto è arrivato un aliscafo della Navigazione, mi hanno lanciato un salvagente, sulla diga c’era anche un sommozzatore dei vigili del fuoco. Ci siamo buttati in acqua. Sono anche assistente bagnanti, sono riuscito a mettere il salvagente alla signora e l’abbiamo recuperata. Spero che stia bene».
La storia finisce con la corsa in ospedale in ambulanza per la donna. Le sue ricerche erano iniziate nel primo pomeriggio quando aveva lasciato una lettera a un amico.

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