Donne e scienza, quel laboratorio dalla parte di lei

Candida Lena Perpenti

Nel 2017 nel 150° anniversario della nascita di Marie Skłodowska Curie, che Odifreddi nel suo nuovo libro edito da Rizzoli definisce giustamente «la più grande scienziata della storia» il Centro Speciale di Scienze e Simbolica dei Beni Culturali dell’Università degli Studi dell’Insubria organizzò a Como, nell’Aula Magna del Chiostro di S. Abbondio un convegno sul difficile binomio Scienza e donne e dedicò il titolo del convegno a Laura Bassi Veratti, la prima donna a salire in cattedra per l’insegnamento di fisica-filosofia naturale.
Il convegno “Alle sole a cui fu dato di contemplare Minerva. La scienza e le donne: un difficile e luminoso percorso”, infatti, si ispirava alle parole dedicate a Laura Bassi Veratti – laureata in filosofia nel 1732 – dai suoi contemporanei: «La sola cui fu dato contemplare Minerva».
Gli interventi descrissero i percorsi, spesso complicati, di donne “illuminate” dalla dea della saggezza e della scienza, Minerva, appunto, che hanno sfidato le convenzioni per affermarsi nel campo della ricerca scientifica, da sempre privilegio maschile, cercando di incidere sul loro tempo. Da Marie Curie alle comasche Candida Lena Perpenti e Teresa Ciceri, passando per la Bologna del Settecento e Maria Gaetana Agnesi, e le tante donne non riconosciute dalla storia come le herbarie-scienziate ante litteram, con uno sguardo al “femminile” delle pratiche alchemiche. Ora gli atti di quel convegno diventano un bel volume che vivamente consigliamo di leggere e rileggere, edito da Mimesis: Un laboratorio tutto per sé. La Scienza al femminile a cura di Laura Rampazzi, direttrice del Centro Speciale di Scienze e Simbolica dei Beni Culturali, nonché organizzatrice del convegno.
Uno sforzo corale per dare il meritato riconoscimento all’impegno delle donne nella ricerca scientifica.
Ad esempio è proprio a una donna di scienza dall’eccezionale talento che si deve la promozione della profilassi antivaiolosa e l’introduzione del vaccino contro il vaiolo nel territorio di Como.
Si tratta di Maria Candida Medina Coeli, meglio conosciuta come la citata Candida Lena Perpenti, nata a Chiavenna nel 1764 e morta nel 1846 a Pianello Lario. In particolare, strinse un rapporto epistolare con il medico milanese Luigi Sacco, che fin dalla fine del Settecento aveva contribuito a diffondere nella Repubblica Cisalpina le indagini di Edward Jenner sulla vaccinazione. Proprio come Jenner, che aveva sperimentato sul proprio figlio l’innesto vaccinico contro il vaiolo, essa stessa sperimenta in famiglia, sui suoi bambini, la medesima pratica. È al suo esempio e al suo impegno nella promozione della profilassi antivaiolosa che si deve l’introduzione del vaccino contro il vaiolo nel territorio di Como dove si trasferisce per motivi di studio. Qui conosce il notaio Bernardino Lena Perpenti che sposa nel 1788 e con cui si trasferisce a Pianello Lario, sul Lago di Como. Il suo nome è infatti anche legato alla filatura dell’amianto, come scrive Alessandra Mita Ferraro nel volume Un laboratorio tutto per sé. La scienza al femminile (Mimesis 2019).

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