Dopo la pioggia di critiche inizia la marcia indietro

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Il caso – Convocazione per lunedì prossimo

Il “Tavolo per la competitività” esaminerà altri progetti per i fondi Cariplo
La grandinata di critiche piovute nell’ultima settimana addosso al “Tavolo per la competitività e lo sviluppo della provincia di Como” produce i suoi primi effetti.
Dalla Camera di Commercio è partita ieri la lettera di convocazione della prossima riunione del “Tavolo”, fissata per il 14 ottobre a Villa del Grumello.
All’ordine del giorno c’è la discussione su Expo 2015, argomento che sarà introdotto da una relazione di Maurizio Martina, già segretario regionale del Partito

Democratico e oggi sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali del Governo Letta con delega appunto all’Esposizione universale di Milano.
«Nel corso dell’incontro – scrive nella lettera di convocazione il coordinatore del “Tavolo per la competitività”, Mauro Frangi – daremo seguito a quanto condiviso nella seduta del 23 settembre, esaminando ulteriori progettualità e istanze elaborate dal territorio ai fini della presentazione al bando delle “Emblematiche Maggiori” di Fondazione Cariplo. La seduta sarà altresì occasione per avviare una riflessione comune sulle modalità di organizzazione futura dei lavori del “Tavolo”».
Inizia quindi la marcia indietro dei vertici dell’organismo camerale su quanto deciso lo scorso 23 settembre. Le fortissime critiche ricevute sulla scelta di individuare il campus universitario quale priorità del territorio hanno fatto probabilmente breccia. In particolare, il caso è esploso sulla decisione di indicare – quale unica “subordinata” al campus – il recupero di Villa Olmo e delle serre, situate lungo il cosiddetto «Km della conoscenza». Poiché il progetto del campus non è immediatamente cantierabile, infatti, i fondi straordinari della Cariplo non potrebbero comunque essere destinati al cantiere di San Martino. Ragione per cui, a molti è parso come le conclusioni del “Tavolo” di qualche settimana fa fossero una sorta di scorciatoia veloce per assegnare ulteriori finanziamenti a un progetto che pochissimi giudicano strategico: appunto, il km della conoscenza.
I pensionati con Ca’ d’Industria
Intanto, altre voci si levano a favore della richiesta avanzata dal presidente della Fondazione Ca’ d’Industria, Paolo Frisoni, e relativa al finanziamento di un progetto di ristrutturazione della residenza sanitaria di via Brambilla. Alfredo Puglia, segretario dei pensionati della Cisl, è molto esplicito. «Il mio parere è che Frisoni abbia ragione – dice – La Ca’ d’Industria ha sempre rappresentato un luogo in cui gli anziani di Como hanno trovato risposte adeguate a bisogni importanti. Risposte anche in termini di costi contenuti delle rette. Negli ultimi anni gli enti locali, gravati di molti problemi, se ne sono lavati le mani. Così, finché ha potuto la Ca’ d’Industria ha fatto fronte con il proprio patrimonio. Adesso è in difficoltà e ha bisogno di aiuto». Secondo Puglia, quindi, «il progetto specifico di Ca’ d’Industria su via Brambilla è importante, è da sostenere. Diversamente, il rischio è che una struttura simile sia costretta a smobilitare. Se non si trovano i fondi necessari qualcun altro dovrà intervenire. Mi chiedo chi, vista la situazione finanziaria degli enti locali. Si tratta di un’emergenza assoluta – dice ancora Puglia – molto più urgente del campus, che ha ovviamente la sua importanza. Penso che la discussione vada fatta a tutto campo tenendo presente il fatto che le risorse non sono infinite».
Una posizione simile giunge dai pensionati della Uil di Como, a nome dei quali parla Enzo Barni, componente della segreteria. «Noi pensiamo che il problema del campus vada affrontato e risolto per razionalizzare le strutture universitarie – dice – Tuttavia sarebbe utile che, rivedendo i progetti del “Tavolo”, si affrontasse la questione della Ca’ d’Industria, i cui nodi urgenti sono da sciogliere. Se la realizzazione del campus è ostacolata dalla mancanza delle necessarie condizioni tecniche, allora non si può far cadere la richiesta del presidente Frisoni, né perdere quanto messo a disposizione dalla Fondazione Cariplo. Il progetto della Ca’ d’Industria è importante, per la città e l’intero territorio – dice ancora Barni – Credo che su di esso serva la condivisione di tutti, non possiamo spaccarci su un tema così delicato. Resta un punto: il problema va affrontato in modo urgente. Non si può trascurare l’emergenza della ristrutturazione di via Brambilla. Simili questioni nascono sempre come contrapposizioni, e non va bene: bisogna invece trovare unità d’intenti, soprattutto sui bisogni autentici della città».

Nella foto:
Il progetto di ristrutturazione delle serre di Villa Olmo è stato inserito tra le priorità del “Tavolo”

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