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Dormitorio bis, il Comune adesso frena. Esclusa al momento la soluzione di via Cadorna

Il dormitorio può attendere. Dopo aver annunciato l’intenzione di utilizzare l’edificio di via Cadorna per ospitare i senzatetto, il Comune ci ripensa. Almeno per il momento. Non si tratta di un no definitivo, ma di una scelta dettata dalla situazione.«Dati alla mano – spiega l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Cernezzi, Elena Negretti, se non ci sono richieste per le persone di cui ci possiamo farci carico, una nuova struttura non serve».Allo stato attuale, i posti disponibili sono più che sufficienti. Nel dormitorio di via Napoleona non viene nemmeno fatta la rotazione settimanale perché i numeri sono tali che tutti gli ospiti possono continuare ad avere un letto senza bisogno di dover fare posto a qualcun altro.«Va chiarito che l’utilizzo futuro di via Cadorna non è escluso – dice ancora l’assessore – abbiamo un accordo con la direzione dell’Asst e nel caso in cui l’emergenza sanitaria crescesse pensiamo comunque di sfruttare l’edificio per l’eventuale isolamento dei senza fissa dimora».Il secondo dormitorio, però, lo stesso che il consiglio comunale ha chiesto con una mozione votata in modo bipartisan (ma sempre osteggiata dalla Lega), resta per ora soltanto sulla carta.«Noi lavoriamo anche a soluzioni più stabili – dice Negretti – abbiamo fatto a tutte le persone in difficoltà proposte alternative, abbiamo indicato loro possibilità e percorsi di uscita dalla vita in strada, ma non sempre le risposte sono state positive».Settembre è ancora un mese in cui il clima non crea (forse) eccessivi problemi, ma l’emergenza freddo è ormai alle porte. Che cosa succederà quando le temperature cominceranno a scendere?«Diversamente da molte altre città, noi abbiamo proseguito l’emergenza freddo oltre il 31 marzo e abbiamo tenuto aperta la palestra Mariani sino ad agosto – dice ancora l’assessore Negretti – non ci siamo mai tirati indietro di fronte al problema. La questione più complicata riguarderà, come sempre, gli irregolari, dei quali per legge non possiamo farci carico. In ogni caso continueremo a collaborare con la Caritas e con tutte le altre associazioni di volontariato».

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