Dormitorio nell’autosilo Valmulini, il Comune: «Intervenire subito»

L’autosilo Valmulini ha le ore contate, almeno nella veste di dormitorio abusivo. Lunedì, dopo la segnalazione del “Corriere di Como”, l’assessore alla Sicurezza Paolo Frisoni ne parlerà con il comandante della polizia locale Donatello Ghezzo, con l’obiettivo di coinvolgere anche le altre forze dell’ordine. «Non ero a conoscenza dei fatti», ammette Frisoni. Che prosegue: «Meglio intervenire subito e affrontare il problema prima che esso ingigantisca e non si possa più gestire. Dovremo però usare molta attenzione e molti riguardi a mio parere, concertando l’intervento con altre forze di polizia. Come polizia locale, possiamo infatti identificare le persone ma, ad esempio, se non hanno permesso di soggiorno la loro posizione non è di nostra competenza. La presenza di persone senza fissa dimora sul territorio è una priorità costante. A Como, e lo sappiamo bene, è un argomento sempre in agenda».

Questi i fatti. Da qualche giorno, il Valmulini, notoriamente poco frequentato nella funzione originaria, ha un nuovo scopo. Fornisce un tetto a una ventina di disperati, che tutte le notti vi attrezzano un dormitorio di emergenza a livello terra. Secondo le prime informazioni raccolte si tratterebbe di 23 stranieri che di giorno gravitano in piazza San Rocco e che frequentano la mensa dei poveri di via Tatti. La sera risalgono la Napoleona per fermarsi sotto il grande autosilo in giacigli improvvisati con coperte e cartoni.

La situazione dell’autosilo Valmulini è all’attenzione di Csu, che ha in gestione la struttura. «Abbiamo segnalato la presenza dei bivacchi alla polizia locale – dice il direttore della società Marco Benzoni – Ce ne siamo accorti nei giorni scorsi scoprendo i cumuli di stracci e cartoni abbandonati».

Intanto oggi, a proposito di emergenza migranti, Amnesty International sarà a Como per la campagna “#IWelcome: Canali sicuri per i rifugiati”. Dalle 10 alle 19, in via Grandi 21, organizza una giornata di riflessione chiedendo di affrontare la crisi globale dei migranti attraverso strumenti democratici, di cooperazione e di tutela delle persone.

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