Dramma in sala parto: condannato. Quattro mesi di pena a un medico

La Corte di Cassazione

La corte di Cassazione a Roma

Sentenza definitiva. I giudici della Cassazione hanno scritto la parola fine su una triste vicenda legata a un parto gemellare avvenuto al Valduce e finito in tragedia con la morte di uno dei due piccoli. Era il 26 maggio del 2010. In un primo momento tutto il personale che aveva avuto anche solo un contatto con la madre ricoverata, era finito sul registro degli indagati. Poi, via via, le posizioni di sono definite e, dopo l’assoluzione in primo grado a Como, la vicenda processuale ha preso una piega diversa in Appello e ora in Cassazione con la condanna a quattro mesi (con la sospensione della pena) per l’unico ritenuto responsabile, il dottor Roberto Colleoni. La famiglia del piccolo, in questi sette anni di battaglie legali, è stata difesa dall’avvocato Andrea Marino Crepazzi, mentre il fascicolo in Procura a Como era stato seguito dal pm Simone Pizzotti. La nascita gemellare si concluse in tragedia in seguito a una «trasfusione feto-fetale acuta» nel pieno del travaglio. Secondo la parte civile quel dramma avrebbe potuto essere evitato con un taglio cesareo che invece – tesi dell’accusa – giunse in ritardo quando la situazione era compromessa. «L’evento letale – scriveva la Corte d’Appello – era prevedibile e prevenibile e va rilevato che non esistevano controindicazioni per il taglio cesareo». «Laddove fosse stato praticato per tempo – era la chiosa – ci sarebbe stata la certezza della sopravvivenza del gemello».

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