Drappo bianco, un blitz sulla Santarella

(f.bar.) Nuovo blitz contro la politica, il fisco e la burocrazia. Ieri mattina, attaccato alla recinzione che delimita l’area dove sorge la Santarella, in via Sant’Abbondio, è comparso un enorme drappo bianco con una striscia nera. Già lo scorso mese di agosti simili panni avevano costellato alcuni incroci, vie e rotatorie di Como. Si tratta della singolare forma di protesta, inventata nell’ottobre del 2013 da Giuseppe Caggiano, marmista di Carugo, che con il bianco punta a simboleggiare la purezza e l’onestà dei cittadini, mentre il nero è segno di lutto. E la ribellione pacifica prosegue. “Il nostro scopo è di opporci a un sistema che ci ha portati alla rovina – dice il presidente del movimento popolare Drappo bianco, Giovanni Scaccia – Vogliamo diffondere il nostro messaggio e cercare di assicurare un futuro migliore per noi e per i nostri figli”. E intanto si preparano altre incursioni dei manifestanti, “armati” di drappi bianchi. “Stiamo già studiando altre forme di protesta e anche dove far comparire ancora i nostri vessilli. Sia in città che in provincia”, aggiunge Giovanni Scaccia. E il presidente chiede a gran voce ai cittadini di aggregarsi alla forma di protesta in corso. “Abbiamo un sito (www.drappobianco.it ) dove potersi iscrivere sia come attivisti, oggi siamo arrivati a quota 138, sia come semplici sostenitori”, spiega Scaccia. “Noi andiamo avanti con la protesta. Non abbiamo intenzione di mollare – interviene il presidente – Ecco perché abbiamo creato un indirizzo web per poter coinvolgere il maggior numero di persone”. Il drappo bianco è un “simbolo di pace e di giustizia – si legge nella homepage del sito – una bandiera di protesta e non di resa. Listata a lutto per tutte le ingiustizie, indica tutti i ladrocini e i soprusi subiti dai cittadini italiani negli ultimi decenni”.

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