Cronaca

Dritan fu arrestato in Albania ma subito rilasciato

alt Il giallo di Mozzate si arricchisce di particolari
Era andato nel Paese d’origine per uccidere un altro rivale d’amore, il cugino Klaudio
(a.cam.) «Vuoi essere ammazzato con un coltello o con la pistola?». Accecato dalla gelosia, dopo aver saputo di una relazione tra la sua convivente Lidia Nusdorfi e il cugino Klaudio Dines, Dritan Demiraj sarebbe andato in Albania con il solo scopo di uccidere il cugino stesso per vendicarsi. Un obiettivo che l’albanese non è riuscito a portare a termine.
Arrestato per tentato omicidio, il 29enne è stato però rilasciato ed tornato in Italia, dove pochi mesi dopo quella prima aggressione

ha ucciso la stessa Lidia e il fidanzato di lei Silvio Mannina.
I contorni della vicenda sono stati ricostruiti nelle scorse ore dal giornale albanese Shqiptarja.com. Nel Paese mediterraneo, i mass media stanno seguendo lo sconcertante caso del killer di Mozzate Dritan Demiraj. L’orrore, secondo quanto emerso negli ultimi giorni, sarebbe partito proprio nella terra d’origine del pasticciere 29enne, che non ha mai accettato di essere stato lasciato dalla convivente Lidia, madre di suo figlio.
Dritan, nel luglio dello scorso anno, poco dopo la decisione di Lidia di interrompere la relazione, avrebbe organizzato una vera e propria spedizione punitiva.
È partito per l’Albania con la sola intenzione di vendicarsi. «Vuoi essere ammazzato con un coltello o con la pistola?», avrebbe chiesto al cugino Dines.
Il giovane, che ha confermato la relazione con Lidia, è scampato alla morte soltanto per caso. Demiraj è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.
Ed è mistero però sulla scarcerazione di Demiraj, lasciato in libertà poco dopo l’arresto nonostante l’accusa di tentato omicidio. Secondo quanto rivelato dai giornali albanesi, nel febbraio scorso la polizia avrebbe spiccato un nuovo mandato di arresto per Demiraj.
Il giovane, però, era appena tornato in Italia, dove è scattato il nuovo, folle piano di vendetta e di morte, in questo caso riuscito. Il 28 febbraio, il 29enne tortura e uccide Silvio Mannina, a Rimini.
Il giorno successivo, nel sottopassaggio della stazione di Mozzate, accoltella a morte Lidia Nusdorfi.
Nelle scorse ore, sempre stando a quanto riferito dai media dell’Albania, l’agente che ha rilasciato Demiraj sarebbe stato interrogato e sospeso dal servizio.
Dal fascicolo sul tentato omicidio sarebbero sparite alcune prove, compresa la pistola sequestrata a Dritan dopo il tentato omicidio del cugino.

Nella foto:
Il giornale online albanese che ha ricostruito la storia di Demiraj
4 maggio 2014

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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