Cronaca

Dritan non risponde ai giudici. L’inchiesta trasferita a Rimini

alt Il delitto di Mozzate
(a.cam.) Si è chiuso di nuovo nel silenzio Dritan Demiraj, il pasticciere di 29 anni che ha confessato l’omicidio dell’ex compagna Lidia Nusdorfi e del fidanzato di quest’ultima, Silvio Mannina.
Interrogato ieri a Rimini, l’albanese si è avvalso della facoltà di non rispondere, come già aveva fatto nel primo interrogatorio a Como dopo il delitto di Mozzate. Demiraj era rinchiuso al Bassone, dove era detenuta anche l’attuale fidanzata, Monica Sanchi, accusata di concorso nell’omicidio

di Lidia Nusdorfi. Nei giorni scorsi, entrambi sono stati trasferiti in carcere a Rimini per poi comparire davanti al giudice del Tribunale romagnolo.
L’inchiesta dunque è finita a Rimini dove restano da chiarire i contorni dell’efferato omicidio di Silvio Mannina. Dritan ha dichiarato di aver strangolato il giovane in una cava dismessa, dove è stato poi ritrovato il cadavere, mentre secondo l’accusa il 30enne è stato torturato e ucciso nell’appartamento di Demiraj, a Rimini appunto.
Gli inquirenti ipotizzano che fosse presente almeno un terzo complice, non ancora identificato, e il pasticciere albanese potrebbe aver scelto di non parlare proprio per proteggere questa persona. Nei giorni scorsi, gli investigatori avevano sentito altri familiari dell’albanese, ma non risultano al momento provvedimenti o altri indagati.

Nella foto:
Dritan Demiraj
17 maggio 2014

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