Droga in Altolago: 28enne ammette tutto

Carabinieri

Avrebbe risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari di Como, Maria Luisa Lo Gatto, salita al Bassone per interrogarlo. Stiamo parlando del 28enne di Stazzona arrestato dai carabinieri della compagnia di Menaggio (con un amico di Gravedona ed Uniti, 29 anni, anche lui sentito ieri) in seguito a una ordinanza di custodia cautelare in carcere per droga. Se il secondo in manette era incensurato, il 28enne era già ben noto ai carabinieri della stazione di Dongo. E ieri avrebbe confermato tutto l’accaduto, ammettendo i contatti e l’attività di spaccio che portava avanti nei Comuni dell’Altolago. Il giovane rimane in carcere e la difesa – avvocato Ivana Anomali – al momento non ha presentato alcuna istanza. Del resto la ricostruzione della Procura di Como – pm Antonio Nalesso – era dettagliata e faceva conto anche su una serie di testimonianze di clienti e anche sulle intercettazioni.

Tutto, tra l’altro, era nato a febbraio da un posto di blocco forzato da un’auto e poi inseguita. A bordo di quella vettura c’era un telefono cellulare, lo stesso telefono che il 28enne di Stazzona lasciava all’amico, un 29enne di Gravedona ed Uniti, per gestire gli ordini di stupefacenti nei giorni un cui il primo dei sospettati era in vacanza. Secondo la tesi dell’accusa, insomma, i due giovani non solo si erano spartiti di comune accordo le zone di spaccio dell’Altolago, ma si aiutavano anche in caso di ferie, l’uno gestendo gli ordini dell’altro tenendone il telefono cellulare. L’operazione “the falling back”condotta dalla stazione di Dongo ha così portato alle richieste della Procura e alla successiva ordinanza di custodia cautelare in carcere per i due ragazzi. Il blitz dei carabinieri di Menaggio aveva fatto seguito all’operazione “Cardboard” di settembre, che aveva riguardato il Centro lago e le valli. In quell’occasione erano stati undici gli arrestati. Le due indagini non sarebbero tuttavia collegate

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