Droga, altro bosco al setaccio dei carabinieri: in manette due fratelli di Casnate

L'ingresso di Casnate con Bernate (foto Fkd) L’ingresso di Casnate con Bernate (foto Fkd)

La mamma parcheggia, scende dall’auto, entra nel bosco e lascia sul seggiolino della vettura il figlio di 15 mesi. È in crisi di astinenza. Ha bisogno della droga. E nel bosco, pronto a cedere lo stupefacente, c’è un efficentissimo tunisino 40enne, clandestino in Italia da 11 anni ma attivissimo con il fratello nello spaccio di cocaina ed eroina. Quella della madre tossicodipendente è solo una delle tante scene – forse la più drammatica – dell’indagine, l’ennesima, condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Como che stanno passando al setaccio tutti i boschi della provincia. Era già capitato a Binago, poi ad Appiano, poi a Gironico. Nelle scorse ore è toccato alla vasta area verde che unisce Cermenate a Cantù-Asnago. Sono due gli arrestati, il già citato 40enne tunisino e il fratello che abitava con la moglie a Casnate con Bernate. Nel doppio blitz, nel bosco e nell’appartamento, i militari hanno recuperato 250 grammi di eroina, 30 di cocaina ma anche 20 telefoni cellulari. Notevole il giro di affari dei fratelli nordafricani. Basta pensare che tra i sequestri c’è anche un libretto in cui venivano annotati i bonifici inviati dall’Italia alla Tunisia e che non contavano mai meno di 8 mila euro a settimana.
Un centinaio i clienti dei due arrestati, quasi tutti italiani, molti dei quali segnalati in Prefettura come assuntori di droga. Tra questi anche la madre con il piccolo. Curiose le modalità dello spaccio nel bosco di Cermenate. Il tunisino infatti non si “sporcava” mai le mani, bensì come una sorta di cameriere in pizzeria raccoglieva le ordinazioni e poi inviava altri italiani a consegnare la merce. Una volta che i carabinieri, dopo aver arrestato il primo spacciatore, hanno poi bussato alla porta dell’appartamento di Casnate con Bernate, il fratello ha tentato di gettare la droga dalla finestra del bagno, presa al volo da un reattivo appuntato dell’Arma. Entrambi i fratelli sono ora al Bassone accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

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