Cronaca

DUE RICETTE PER L'ECONOMIA

di GIORGIO CIVATI

DA PASSERA E DI VICO AL LARIO
Specializzarsi. E osare di più. Sono queste le indicazioni per l’economia comasca arrivate da due “addetti ai lavori” decisamente speciali, in città l’altra sera a parlare di economia, di piccoli imprenditori, di crisi e quindi anche di made in Como.
Loro, gli esperti, erano Corrado Passera e Dario Di Vico, estremamente diversi ma proprio per questo ancora più interessanti. Banchiere, nato a Como, erede di una famiglia di albergatori, oggi potente amministratore delegato di Banca Intesa

San Paolo, Corrado Passera ha spinto sulla iperspecializzazione, ha rimarcato che a suo avviso lo slogan “piccolo è bello” ormai è desueto, ha chiarito che per aziende medio/piccole, o addirittura piccole soltanto, fare qualcosa di speciale, di diverso, di unico rappresenta e rappresenterà un’arma vincente.
Giornalista del “Corriere della Sera”, Dario Di Vico ha invece intrapreso con successo il difficile viaggio attraverso l’economia meno nota, quella che di solito non guadagna titoloni sui giornali nazionali e che pure rappresenta l’ossatura portante del sistema Paese.
Ha ascoltato artigiani e imprenditori a Varese o a Treviso, non quelli che a Milano frequentano Piazza Affari o Mediobanca. E proprio lui ha rilevato un aspetto forse fondamentale di Como, non solo in questi difficilissimi tempi di crisi. Dai giovani, ha riportato la “penna” del “Corriere della Sera”, è giunta una richiesta precisa al sistema, all’establishement, ai “grandi” insomma: quella di osare di più.
Proprio quest’ultima indicazione ci pare insieme preoccupante ma anche, in qualche misura, incoraggiante. Oltre che di grande interesse come motivo di riflessione. È infatti preoccupante se gli junior, siano essi imprenditori o artigiani, giudicano ingessati, immobili i loro padri. È il segno evidente di qualcosa che non va, e non certo nei giovani. Di come il territorio, dopo decenni entusiasmanti, si sia in qualche modo adagiato.
Lo avevamo già rilevato, ci spiace trovare conferme. Negli ultimi due, tre decenni Como ha perso smalto, non ha più quei personaggi che invece l’hanno fatta grande in passato. Nell’economia ma anche un po’ nella vita politica e sociale. Di incoraggiante c’è invece l’essersi accorti di questa scarsa propensione a osare: questo è già un primo passo da parte dei giovani per crescere diversamente.
Non sarà facile, ma vogliamo contarci. Così come vogliamo contare sulla capacità quasi innata, da parte dell’economia locale, di fare proprio il messaggio lanciato dal banchiere lariano Corrado Passera.
Essere piccoli, infatti, non basta più alle aziende per sopravvivere. O meglio, non basta più essere “solo” piccoli.
È necessario essere soprattutto bravi, anzi bravissimi. Ma questo, ne siamo convinti, i comaschi lo sanno e riescono anche ad esserlo. Se puntano sulla specializzazione e la qualità e se soltanto tornano a osare, c’è ancora un futuro positivo, magari non proprio dietro l’angolo, comunque possibile.

 

11 marzo 2010

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