Due settimane di zona rossa, ma domani la Regione presenta ricorso al Tar

Coronavirus, controlli esercito a Como

Como e tutta la Lombardia da oggi in zona rossa. L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza è stata pubblicata ieri in Gazzetta ufficiale. La «Lombardia – si legge – ha un’incidenza dei contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e uno scenario di tipo 3 con un livello di rischio alto». Il provvedimento dura almeno fino al 31 gennaio, due settimane.
Da oggi ci si può spostare da casa solo per motivi di lavoro, salute, urgenza. Vale ancora la regola dei due adulti che possono muoversi, una sola volta al giorno, entro il territorio comunale, per visitare un parente o un amico.
Si può raggiungere una seconda casa, anche in un’altra regione (se è stata affittata per un lungo periodo). Chiude la quasi totalità dei negozi. Bar e ristoranti possono fare asporto e consegne a domicilio. I parrucchieri restano aperti, non i centri estetici. Da lunedì, didattica a distanza dalla seconda media in su.
Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, intanto, ha confermato che lunedì mattina presenterà ricorso al Tar contro il provvedimento, con richiesta di misura cautelare urgente.
Sulla questione è intervenuta ieri anche la vicepresidente ed assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti. L’ex ministro e sindaco di Milano invita il ministro della Salute Speranza «a sospendere con effetto immediato l’ordinanza» «in quanto l’incertezza dei dati non aggiornati alla base della decisione non legittima un provvedimento restrittivo». Letizia Moratti ha chiesto anche «la revisione dei criteri da parte dei tecnici ministeriali in quanto ci sono ben altre regioni con rischi superiori a quelli della Lombardia non collocate in zona rossa».

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