Due settimane per usare le biciclette. È finita l’odissea del bike sharing

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Mobilità – Il reportage
Ma le istruzioni del computer sono di fatto inutilizzabili

Beep, beep, beep. Luce verde e suono veloce. È il segnale giusto, finalmente: prelevare. Prelevo, allora. E, soprattutto, pedalo. Ci sono volute due settimane, ma eccomi in sella, libera di girare per il capoluogo sulla bici firmata Bike Sharing Como. L’impresa si è rivelata più difficile di qualsiasi previsione, persino una volta ricevuta la tessera ufficiale di “BicinCittà”. Alla fine, però, a patto di avere tempo, pazienza, ancora tempo e ancora pazienza – e di non

essere quindi, ad esempio, un turista o un visitatore di passaggio – il servizio funziona.
Rapido riassunto delle puntate precedenti. Il 4 ottobre scorso chiedo in prestito a un collega la sua Carta Regionale dei Servizi (Crs), con cui si è registrato al sito di bike sharing pagando un abbonamento mensile: non funziona. Il giorno successivo avvio a mia volta la procedura di registrazione necessaria per poter utilizzare le biciclette del Comune di Como.
Procedura di registrazione, login e pagamento dell’abbonamento, tutto online, si rivelano già di per sé un percorso a ostacoli. Superata questa fase, poi, la sorpresa amarissima: la mia Crs – attivata direttamente dall’operatrice del numero verde, vista l’impossibilità di completare la procedura dal portale per problemi tecnici – comunque non funziona.
Le colonnine alla quale sono bloccate le biciclette del bike sharing non rilevano la mia Crs. Inutile chiamare il numero verde, provare a cambiare stazione di prelievo, chiedere spiegazioni ai gestori del servizio e al Comune.
Pur seguendo ogni indicazione alla lettera, ogni volta che torno alla rastrelliera e provo a prendere una bici con la mia tessera sanitaria, il risultato è lo stesso: nessun tipo di segnale dalla colonnina.
I gestori del servizio, dopo qualche giorno di silenzio, ammettono il problema e alzano bandiera bianca. «Gentile utente – mi scrivono in una mail – purtroppo esistono problemi di natura tecnica con le tessere Crs abilitate al servizio di bike sharing. Per ovviare a questi problemi abbiamo provveduto a inviarle una nuova tessera, che si attiverà automaticamente al primo utilizzo del servizio».
Devo attendere un’altra settimana. Poi, come promesso, ecco la tessera del bike sharing. La card arriva per posta, direttamente a casa, all’indirizzo che avevo indicato all’atto della registrazione. Dal momento dell’avvio dell’iter per accedere al servizio sono trascorsi 15 giorni.
La tessera è accompagnata da una lettera. «Bike&Co La ringrazia per aver aderito a questo innovativo progetto di mobilità targato Como – leggo nella missiva – un’opportunità per spostarsi in modo veloce, autonomo e sostenibile. La rete stazioni permetterà brevi e veloci spostamenti in città collocando tutto a portata di bici. Pensato per gli spostamenti brevi, il bike sharing oggi rappresenta la forma di spostamento urbano più conveniente, sia in termini di tempo sia in termini economici».
Seguono le istruzioni per attivare finalmente la mia card. Vediamole.
«Dovrà attivare l’abbonamento sul sito www.bicincitta.com accedendo alla sua area personale con le sue credenziali: indirizzo mail e password da lei riportati in fase di registrazione». Ed ecco il primo ostacolo. Dal portale indicato non è possibile completare il login. In realtà, il problema era già emerso nella fase di registrazione e di tentativo di utilizzo della Crs. Sono già preparata per aggirare l’ostacolo. Per “entrare” nella pagina personale, il sito corretto dal quale accedere è www.bicincitta.tobike.it.
Con questa seconda opzione, il login riesce senza intoppi. Secondo punto: «Effettuato il login sarà sufficiente cliccare sul bottone a sinistra “Attiva ora” e inserire il codice della sua tessera». Altra sgradita sorpresa: il “bottone” indicato non funziona. Rimanda a una schermata che precisa “Spiacenti, la pagina desiderata non è stata trovata”. Ripetuto il tentativo con lo stesso risultato da un secondo computer, non resta che andare comunque verso una stazione del bike sharing. L’idea è di chiamare direttamente il numero verde una volta davanti alla rastrelliera, sperando che possano attivare direttamente la card.
Prima di telefonare, senza in realtà alcuna speranza, avvicino la tessera alla colonnina. Questa volta, la sorpresa è positiva. Senza aver fatto nulla per attivare la card, sento una serie di beep in rapida successione. Un “clac” inconfondibile segnala che il blocco della bici è scattato e posso sfilare la due ruote.
Non resta che pedalare. Stupita ma contenta. Due settimane dopo.

Anna Campaniello

Nella foto:
Due settimane dopo il primo tentativo con la Carta Regionale dei Servizi, la cronista del “Corriere di Como”, Anna Campaniello, è riuscita a inforcare la bici pubblica del capoluogo lariano (foto Fkd)

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