Il Duomo di Como avrà presto il suo museo

Il Duomo di Como

Il Duomo di Como avrà presto un museo che ne racconterà la storia e le opere d’arte. Ultimati i necessari interventi tecnici, aprirà nelle sale appositamente adibite e predisposte dalla curia di Como nei locali sotto il porticato di via Magistri Cumacini, accanto alla Cattedrale.
Sarà un ulteriore elemento di attrazione per una città che punta sempre più sul turismo culturale.
Ma sarà anche un incentivo alla conoscenza di un patrimonio che parte integrante dell’identità locale.
Il museo è uno degli esiti concreti del progetto di mappatura dei beni culturali di pertinenza ecclesiastica partito nel 2003 i cui dati confluiranno in un enorme database nazionale gestito dalla Cei. Grazie al quale sarà possibile conoscere analiticamente le caratteristiche, la consistenza e lo stato di conservazione del patrimonio affidato a ogni parrocchia, evidenziando anche l’eventuale necessità di restauro. Nella Diocesi di Como, l’Ufficio inventariazione beni culturali ecclesiastici, istituito nel 2000, è diretto da don Antonio Straffi cui spettano programmazione e coordinamento.

La catalogazione è partita da Como ed è poi proseguita sulla sponda occidentale del lago, quindi in Valle Intelvi, area particolarmente ricca dal punto di vista artistico, poi in Alto Lago. Si sta lavorando attualmente in Valchiavenna ed è ancora da completare il censimento dell’ immenso patrimonio diocesano della Valtellina.
Va ricordato che la Diocesi di Como comprende anche la provincia di Sondrio e alcuni comuni di quella di Varese, quindi occorre parecchio tempo per portare a compimento un censimento così ampio. L’inventario di una sola parrocchia richiede circa una settimana di lavoro. In Diocesi le parrocchie sono 340, per un totale di 1.010 chiese, e ciascuna può ospitare oltre 100 opere: i conti quindi sono presto fatti.
L’ufficio diocesano sta procedendo in questo periodo all’individuazione di una rete di punti di eccellenza per realizzare una sorta di “museo diffuso” dei beni ecclesiastici sul territorio diocesano, al cui interno rientrino operativamente anche i musei d’arte sacra già attivi da anni come quelli di Scaria e di Chiavenna, oltre ad altre collezioni.
Il caso Dongo
Si aprono intanto spiragli di speranza per il futuro di un bene ecclesiastico primario come il convento francescano del Santuario della Madonna delle Lacrime di Dongo, dotato di una splendida biblioteca. In settembre l’Ordine dei Frati Minori del Nord Italia avrebbe in programma la chiusura del convento, dove ora sono attivi solo due monaci, nell’ambito di una riorganizzazione complessiva. Ma la diocesi di Como si dice disponibile, previo accordo con i francescani, a gestire il bene.
Lorenzo Morandotti

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