Dura risposta di Butti agli Architetti: «Il calcio non lascia Como»

L'assessore Marco Butti

«Vorrei che gli architetti avessero chiaro un concetto. Lo stadio del calcio non lascerà l’area. Non vi è nessun interesse da parte del Como, dell’amministrazione e neppure dei gruppi che si sono fatti avanti con progetti, per trovare altre destinazioni e fare uscire il calcio». L’assessore all’Urbanistica, Marco Butti, risponde così, dopo 48 ore, al lungo e per certi versi duro documento dell’Ordine provinciale degli Architetti sul futuro della zona stadio.
«Nel documento sono presenti anche molti spunti importanti – sottolinea Butti – Ma io mi sento di rassicurare tutti, in via definitiva sulla vicenda. Il Comune di Como non ha nessun volontà di svendere o scendere a patti con qualcuno per la destinazione di una delle aree più pregiate della città. Posso assicurare l’Ordine degli Architetti e tutti i comaschi che nei diversi incontri che abbiamo avuto con la società Calcio Como e anche con gruppi interessati alla rigenerazione e allo sviluppo della zona, che i capisaldi di qualsiasi intervento sono chiarissimi».
Butti accetta di elencarli ancora. «Il primo concetto è che lo stadio non deve essere solo un campo da gioco da utilizzare una volta ogni quindi giorni, otto mesi all’anno, ma deve essere un’area aperta, polivalente capace di aprire le porte ai cittadini comaschi e ai turisti».
Poi la questione del vincolo monumentale. «Qualsiasi intervento ne deve tenere conto – dice Butti – la Soprintendenza vigilerà. Vogliamo salvaguardare un monumento che, purtroppo, almeno negli ultimi 50 anni è stato spesso dimenticato».
L’assessore ricorda come il Comune non rinuncerà mai alla pedonalizzazione dell’area e alla valorizzazione della zona monumentale, con le opere di Terragni, su disegno di Sant’Elia (Caduti) e Frigerio (Voltiano), il Novocomun la Canottieri, l’Aero Club e lo Yacht Club.
«Il dialogo con le associazioni nautiche e le altre realtà sportive presenti è fondamentale – dice Butti – Così come quello con i residenti, le categorie e gli ordini professionali. E non verrà mai a mancare» assicura Butti.

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1 Commento

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    Andrea Angelo Bordiga , 22 Luglio 2020 @ 18:56

    Non mi sembra che abbia detto cose molto diverse dagli architetti

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