È festa per i 25 anni di autonomia del Conservatorio

conservatorio di Como

Si intitola “Il segno del tempo” il festival che celebra il 25esimo anniversario dell’autonomia del Conservatorio di Como da quello milanese. Un ricco cartellone per appassionati e neofiti coinvolgerà tutta la città di Como, e non solo, fino al 27 ottobre. Sei mesi all’insegna di musica, incontri, laboratori (anche per i più piccoli), con ospiti importanti.
Il presidente Enzo Fiano, nel presentare ieri il festival, ha rimarcato l’importanza del Conservatorio per la città, evidenziando anche le criticità: «Abbiamo 500 allievi e vorremmo ospitarne di più, abbiamo dovuto rifiutare ben 600 allievi cinesi perché non abbiamo lo spazio».
«Ringrazio i 70 docenti e i 30 tra impiegati e coadiutori per il loro impegno – ha aggiunto Fiano – che ha voluto ricordare lo scomparso avvocato Roberto Simone, «persona squisita, un amico che faceva parte del nucleo di valutazione del Conservatorio».
«Tutti dobbiamo sostenere questa Università della musica – le parole del sindaco Mario Landriscina – mai come in questo periodo la cultura si mette sulle spalle una responsabilità e un ruolo strategico».
«La mia idea è quella di un Conservatorio il più aperto possibile verso l’esterno e con questo festival si sta concretizzando – è stato il commento del direttore Vittorio Zago – i luoghi di bellezza di Como e del circondario verranno riempiti dalla bellezza della nostra musica, che non è solo tappezzeria e intrattenimento, la musica è trasmissione di sapere, qualcosa che ci investe e che ci cambia e che cambia il modo di vivere e di ragionare».
«I luoghi del Festival – ha aggiunto – saranno il Teatro Sociale con cui abbiamo rinnovato la collaborazione con un accordo quadro, Villa Olmo, i Musei civici, Palazzo Terragni e, fuori città, Villa Imbonati a Cavallasca e l’auditorium di San Fermo».
La maggior parte dei concerti che verranno proposti durante il festival sono il risultato di un percorso didattico e sono produzioni di studenti, ma ci saranno anche ospiti illustri come Paolo Fresu e il suo Devil Quartet composto da docenti del Conservatorio e verrà messa in scena Procedura penale, opera buffa di Dino Buzzati su musica di Luciano Chailly.
Un lavoro che fu commissionato da Villa Olmo nel 1958 e che nel salone della dimora verrà riproposto, il 13 giugno, diretto da Bruno Dal Bon.
A costruire il cartellone di eventi, il maestro del Conservatorio Elena Ponzoni che ha parlato di una «Occupazione gentile e gioiosa della città e dei suoi luoghi limitrofi».
«L’intento – ha precisato – è valorizzare tutte le classi di musica della scuola e coinvolgere le compagini grandi e piccole; abbiamo pensato anche i bambini con laboratori che si terranno alla libreria Feltrinelli di Como.
Il vicedirettore Caterina Calderoni ha ricordato il progetto “Voci inquiete”: musiche che alcuni allievi hanno composto e che verranno eseguite da un coro formato dagli studenti e il progetto “Duo per due” versione acustica ed elettronica. Sarà inoltre ospite il compositore Giacomo Manzoni, importante voce europea.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.