È il gran giorno dei Mondiali, Paolini regista azzurro

In Danimarca c’è la corsa dei Professionisti
Ci siamo. Il grande giorno di Luca Paolini è arrivato. Oggi a Rudersdal, 28 chilometri da Copenaghen in Danimarca, si corre il campionato del mondo di ciclismo su strada della categoria Professionisti. Da ciò che si è visto nelle altre gare in linea (Donne, Juniores e Under 23) il circuito danese è molto facile, veloce e poco selettivo. Una sorta di giostra su cui far girare i birilli per 270 chilometri. Luca Paolini si sente pronto a dirigere la squadra azzurra.
«Il Mondiale è una corsa che va vissuta dal primo all’ultimo chilometro, in gara possono cambiare tante strategie – spiega il corridore comasco – Di certo, dopo le ultime ricognizioni che abbiamo fatto sul percorso, siamo pronti per tutte le eventuali possibili strategie. Tuttavia, siamo aperti a ogni soluzione. In squadra abbiamo il velocista come il corridore da fuga o il finisseur».
«Per quanto mi riguarda – aggiunge Luca – Bettini mi ha chiesto di guidare i più giovani e i meno esperti nelle fasi cruciali del mondiale».
L’emozione di vestire la maglia azzurra è rimasta sempre la stessa. «Ricordo la mia prima prova iridata: Hamilton 2003. La affrontai con un po’ di incoscienza. Non mi rendevo conto di quello che stavo vivendo. Poi, mondiale dopo mondiale, ti rendi conto sempre più del valore che ha questa corsa, anche per la Federazione. Rappresentare la propria Nazione è un grande onore, ma comporta anche una grande responsabilità. Diciamo che con gli anni ho imparato a gestire la tensione, ma un po’ di emozione c’è sempre».
Che corsa sarà, considerata la facilità del percorso? «Molto veloce e per certi versi anche difficile da gestire – sostiene Paolini – In partenza andrà via la solita fuga di comprimari, con il gruppo che inizierà a mulinare dalla seconda parte della gara in poi. Prevedo un finale nervoso con i velocisti che faranno di tutto per tenere cucito le fila».
Quale è il pronostico di Luca Paolini per questo Mondiale? «Dico tre nomi su tutti: il belga Gilbert, lo slovacco Sagan e una possibile riconferma del norvegese Hushovd. Questo è un percorso da corridori del Nord: bisogna sapere stare a ruota il più possibile per poi dare tutto sulla rampa finale che porta al traguardo. C’è sempre vento. Le strade sono belle ma possono nascondere qualche insidia in particolare nelle curve».
E se si arrivasse in volata? «Allora dico che tra i favoriti dobbiamo metterci anche Cavendish. Tuttavia ci sono squadre come il Belgio che faranno il possibile per evitare l’arrivo di gruppo. Aspettiamoci di tutto».

Danilo Viganò

Nella foto:
Luca Paolini in azzurro: oggi il comasco sarà il regista dell’Italia in Danimarca

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