Cultura e spettacoli

E il tubo della fognatura si trasforma in un sofà

Il comasco Sampietro ha successo a New York con le sue installazioni
È infaticabile la vena creativa di Carlo Sampietro, artista menaggino con sede a New York. Di recente, ha ricevuto numerosi premi. Molti di questi sono andati alla sua ultima opera “Bunda Pandeiro”, seconda parte di una trilogia non ancora realizzata, il cui titolo riprende uno slang brasiliano impiegato per descrivere le anche battute come se fossero un tamburo. Il lavoro è un video di circa due minuti, che esplora i temi della sessualità e del razzismo nel mondo contemporaneo. La scorsa estate è approdato ad Amsterdam al film festival Pluk de Nacht. Il cortometraggio è solo uno dei linguaggi artistici utilizzati dal giovane comasco nella sua produzione, iniziata con l’importante The street is in the house, una serie che ha trasmutato in arte gli elementi della vita urbana newyorkese: la segnaletica stradale, le vecchie lampade dei taxi, l’arredo urbano.
«Il mio lavoro primario – spiega Sampietro – è focalizzato all’esplorazione di responsabilità sociali e culturali, che noi creiamo come cittadini urbani. Osservo l’evoluzione del paesaggio, l’uso di risorse naturali, similitudini e differenze tra società, culture e città, che trasferisco in installazioni d’arte».
E così, su questa base, un vecchio tubo della fognatura si trasforma in un confortevole sofà, la barriera della polizia di New York viene reinterpretata in un elegante tavolo e un dispenser di giornali diventa un acquario.
La grande metropoli è sempre presente, come nell’installazione Taxi tunnel, ispirata ad uno dei simboli cittadini: la cabina del taxi, dalla quale si vedono la città in movimento ed i suoi cambiamenti epocali.
La sensazione che si prova davanti alle opere dell’artista è di trovarsi in un crogiolo culturale che non tralascia mai di indagare le sfaccettature e le contraddizioni della condizione urbana. Emerge, ad esempio, nel progetto PopDogs, gigantesca macchina da popcorn che sputa cani di plastica. Ciò su cui l’apparecchio vuole sensibilizzare è la sovrappopolazione della comunità canina nei centri urbani, spesso causata dall’ignoranza. Altre opere, invece, toccano il tema dello spreco dell’acqua. Acqueduct, per esempio, è un’installazione che nasce, infatti, da una duplice visione della preziosa risorsa, vista come oggetto di spreco negli Usa ed elemento vitale per i Paesi del Terzo mondo.

Cristina Fontana

Nella foto:
Un fotogramma da un video di Carlo Sampietro, artista menaggino che vive e lavora a New York
29 ottobre 2014

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