É morto l’ex vicesindaco Psi Egidio Iaconianni

Lutto nel mondo della politica comasca
Avvocato e prima ancora commissario di polizia, amava la musica e il diritto
«Un politico d’altri tempi, un galantuomo». Egidio Iaconianni, morto l’altroieri a 92 anni, viene ricordato così dalla città che lo vide consigliere comunale, assessore e anche vicesindaco nelle file prima del Psdi e poi del Psi.
La lunghissima militanza politica dell’avvocato socialista, ma anche la sua umanità e il suo senso delle istituzioni, sono state ieri al centro delle rievocazioni di chi lo conobbe e lo frequentò tra gli anni ’70 e gli anni ’90, il periodo cioè in cui Egidio
Iaconianni fu protagonista diretto del governo del capoluogo lariano.
«Fu il mio vicesindaco per tre anni – rammenta Antonio Spallino, primo cittadino di Como dal 1970 al 1985. Possedeva un senso profondo delle istituzioni come sovente i meridionali hanno. Un vero galantuomo. Quando ero a Seveso come commissario di Icmesa, e ci sono stato tre anni, tutti i giorni, non ha mai preso una decisione a Palazzo Cernezzi che non fosse convinto avrei preso anch’io».
Iscritto al Psdi, Iaconianni partecipò attivamente all’unificazione del 1966 con il Psi. Tre anni dopo, nel luglio del 1969, quando l’unità con i socialdemocratici andò gambe all’aria, Iaconianni rimase nel Partito Socialista di Francesco De Martino.
Sergio Simone, primo sindaco socialista di Como nel 1985, lo ricorda con affetto. «Egidio Iaconianni era giunto a Como con la divisa. Era un commissario di polizia. Dopo scelse la professione di avvocato. Fu a lungo in consiglio comunale, vicesindaco con Spallino e assessore con Felice Bernasconi. Quando guidava i Lavori pubblici curò la realizzazione del Monumento alla Resistenza. Era una persona affabile, ironico con gli altri e con se stesso. Aveva grande umanità».
Un socialista «di una volta – dice ancora Simone – leale, rigoroso, appassionato». Un uomo che aveva una sola debolezza: la musica. Racconta ancora l’ex sindaco Simone: «Portava sempre in tasca il plettro ed era un ottimo tenore. Una volta mi raccontò un aneddoto. Quando era studente all’Università Federico II di Napoli, qualcuno lo aveva sentito cantare. Gli proposero la carriera artistica ma la moglie, all’epoca era la sua fidanzata, lo dissuase minacciando di non sposarlo».
La lirica e la musica erano rimaste, per Iaconianni, un vero e proprio pallino. Tanto che la domenica mattina, «con alcuni amici si dilettava a suonare e a cantare», aggiunge Simone. Un particolare ritratto politico di Egidio Iaconianni è tratteggiato anche da Gianstefano Buzzi, segretario provinciale del Pci negli anni ’80 e collega dell’avvocato socialista in consiglio comunale.
«Aveva uno spirito straordinariamente unitario, cosa affatto facile allora. Un uomo sempre disponibile ad ascoltare. Tra noi c’era un vero rapporto di stima, non posso parlare di un’amicizia diretta anche se di recente si erano consolidati sentimenti di affetto. Era rigoroso – aggiunge Buzzi – mai superficiale, mosso da tensioni ideali autentiche. Mi dispiace molto che se ne sia andato».
Affettuoso anche il ricordo di Maria Ambrosoli, collega di Iaconianni nel Psi e in consiglio comunale a Como. «Egidio era una persona brillante, amante della musica lirica, un vero tenore, piacevolissimo da ascoltare. Molto competente sulle questioni istituzionali, era stato insegnante di diritto».
Anche Maria Ambrosoli giudica Iaconianni «un signore, un galantuomo. Una persona molto colta. Oltre a Giurisprudenza aveva studiato a Napoli anche alla facoltà di Lingue orientali».
I funerali di Egidio Iaconianni si svolgono oggi pomeriggio, alle 14, nella chiesa parrocchiale di San Giorgio, in via Borgovico.

Dario Campione

Nella foto:
La chiesa parrocchiale di San Giorgio, a Como, dove si svolgono oggi i funerali di Iaconianni

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